STATI GENERALI E PIANO COLAO PER UN GOVERNO SENZA VISIONE POLITICA

Ostenta sempre grande sicurezza Giuseppe Conte quando si presenta alla stampa per le dichiarazioni in diretta facebook. La stessa sicurezza evidente manca completamente seduto dietro la sua scrivania a Palazzo Chigi se il suo Governo si dimostra privo di una visione strategica per il futuro.

D’altronde l’avere affidato ad un team di tecnici la definizione degli obiettivi strategici per il Paese è un chiaro segnale dell’assenza di capacità progettuale da parte della compagine di governo. L’ulteriore annuncio, e non è la prima volta, degli Stati Generali dimostra la difficoltà a definire idee e priorità per il Paese.

Le 121 cartelle del Piano Colao sono un collage di indicazioni già avanzate in passato (da Monti a Cottarelli). Ma la strategia per il rilancio dell’Italia dimentica un fattore importante: la sovranità nazionale garantita dalla Costituzione repubblicana.

Non ci potrà essere lavoro ed impresa se il sostegno all’economia è legato esclusivamente a prestiti per gli investimenti pubblici e privati, senza che lo stato si faccia carico di immettere liquidità per rilanciare il mercato. Senza politica monetaria gli strumenti a disposizione di qualsiasi governo sono sterili, come dimostra la lunga recessione dell’ultimo periodo.

Senza sovranità legislativa saremo ancora costretti a direttive europee che ingessano od impediscono lo sviluppo del nostro paese. Mostrando scarsa conoscenza della materia il piano Colao promuove per gli appalti pubblici un più ampio ricorso alle norme comunitarie che, di fatto, sono già pienamente integrate nel codice degli appalti.

Senza sovranità popolare, cioè libera scelta dei propri governanti, i cittadini faticheranno ad affidarsi agli esperti del prof. Giuseppe Conte che non si è mai candidato alle elezioni politiche o municipali. Mentre lo scorso anno appariva assurdo indire i comizi ad agosto ora nessuno si scompone se si anticipa a settembre la data del voto per regionali ed amministrative, per non dar tempo a nuove forze politiche di presentarsi alle elezioni.

Italia Libera invita tutti coloro che considerano il Piano Colao un libro dei sogni senza identità ed anima politica, ad unirsi nel nostro percorso costituente per consegnare un programma politico scritto dagli italiani per gli italiani che metta al primo posto in discussione il rapporto dell’Italia a questa Unione Europa. Per tale ragione confidiamo che i cittadini firmeranno la proposta di referendum per il recesso dai trattati presso i comuni di residenza.

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