SINDACI FUORI DAL COMUNE

L’emergenza Covid-19 è ancora in attesa di provvedimenti risolutivi da parte del Governo. Lo slittamento da aprile a maggio del nuovo decreto è la dimostrazione che a livello nazionale, nonostante lo stato di emergenza sia stato dichiarato dal 31 gennaio, non sia chiara la strategia e la tattica per fronteggiare gli effetti del #coronavirus sull’economia nazionale.

Il tempo corre inesorabile ed ai cittadini non resta altro che affidarsi alle Istituzioni più prossime e presenti sul territorio. Ecco così che, al di là dei Ministri Gualtieri, Boccia, Buonafede o in mala fede, l’emergenza ha trovato da subito pronti i primi cittadini dei 7.904 che per l’84% hanno una popolazione inferiore a 15.000 abitanti. E’ evidente che in tali centri urbani il Sindaco, a differenza delle grandi città, è una conoscenza diretta di gran parte dei cittadini che in questi due mesi hanno chiesto non solo assistenza sanitaria. Il Sindaco è la persona alla quale le famiglie in difficoltà si sono rivolte per pacchi alimentari. E’ il politico che sta affrontando la tempesta, al quale si chiede di conoscere la rotta con la speranza di raggiungere un approdo sicuro.

Queste donne e uomini coraggiosi sono stati lasciati navigare dal Governo senza alcun supporto strategico. Mentre il Presidente del Consiglio si contorna di centinaia di esperti, i Sindaci non possono che affidarsi ai propri concittadini e dinanzi all’assordante silenzio di Palazzo Chigi arrivano a sfogarsi come ha fatto qualche giorno fa il primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro. E’ un cittadino in politica, non un politico di apparato, che ha avuto il difficile compito di gestire un’amministrazione lagunare che veniva dagli scandali del Mose e del finanziamento illecito ai partiti.

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La libertà di parola che l’assenza di legami coi partiti consente a Brugnaro rappresenta pienamente il sentimento di migliaia di Sindaci che, nei prossimi giorni, saranno destinatari di una importante iniziativa politica di Italia Libera.

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