SIAMO TUTTI VITTIME DEL TERRORISMO: EREDI DI MORO E BERLINGUER

Il nostro Paese ha affrontato diverse stagioni di terrorismo. Dagli anni di piombo all’ISIS, il popolo italiano si è sempre sentito minacciato nella sicurezza della vita politica ed in quella quotidiana.

Una forma più subdola di terrorismo è poi quella che diffondono i mezzi d’informazione modificando la realtà ed orientando l’opinione pubblica. Non a caso nel 1948, George Orwell, scrittore e attivista britannico, immaginò il Ministero della Verità nel suo celebre romanzo 1984 (Nineteen Eighty-Four).

Il Ministero ha sede in un grande palazzo di forma piramidale sulla cui facciata si leggono tre slogan: La guerra è paceLa libertà è schiavitù e L’ignoranza è forza.  Questo ministero ha il compito di produrre tutto ciò che ha a che fare con l’informazione: propaganda di partito, editoria, programmi radiotelevisivi, ma anche, ad esempio, la letteratura. Oltre che di realizzarlo, questo ente si occupa anche di rettificarlo, ossia di riscriverlo, e di fatto anche falsificarlo, per renderlo conforme alle direttive e all’ideologia dominante.

E’ certo che la continua pressione che proviene dai mezzi d’informazione appare talvolta modificare la realtà. In particolare, riguardo la perdita della sovranità nazionale lo pseudo Ministero della Verità ha inculcato gli slogan “Ce lo chiede l’Europa” o “Se lo spread aumenta andiamo in default”, con l’effetto di allontanare gli italiani da importanti soluzioni a portata di mano.

In Italia il Ministero della Verità ancora non è stato istituito, restano tuttavia tante falsità e segreti attorno ai principali fatti della storia politica che, in questo giorno di commemorazione delle vittime del terrorismo, ci riportano alla mente le parole di Aldo Moro prima del suo rapimento e del barbaro omicidio.

Due settimane prima Moro aveva tenuto un discorso ai gruppi della DC di Camera e Senato con il quale aveva spiegato le ragioni dell’apertura del governo al Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer. In quel discorso del 28 febbraio 1978 c’è tutta la visione coraggiosa, inclusiva è avanzata di un leader che pagherà con il sacrificio della vita l’idea di un’Italia libera e democratica.

Aldo Moro aveva intravisto il pericolo di una deriva interna alla Democrazia Cristiana e di una spinta anarchica nel Partito Comunista, valutando così l’opportunità di dialogare con un uomo integro come Enrico Berlinguer. La storia d’Italia è stata deviata definitivamente dal quel rapimento. Non se ne andato soltanto uno degli ultimi statisti che hanno guidato la politica nazionale, ma con lui è svanita anche la possibilità di consentire all’Italia di avere un ruolo internazionale strategico assumendo maggiore dignità dinanzi a Stati Uniti ed Unione Sovietica che si dividevano il mondo nella cd. guerra fredda.

Siamo tutti vittime del terrorismo, se è vero che le conseguenze dell’omicidio di Aldo Moro le abbiamo pagate tutti con le successive scelte del Partito Comunista di consegnarsi, dopo la caduta del muro di Berlino, alle oligarchie europee, e la distruzione della più grande forza cristiano popolare che, svendendo i suoi ideali, è stata poi spazzata da tangentopoli lasciandoci in balia delle scellerate decisioni della seconda repubblica: privatizzazioni, smantellamento dello stato sociale, austerity e cessione della sovranità politica, fiscale e monetaria.

Siamo tutti vittime del terrorismo, ma siamo anche eredi di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer. Superate le ideologie del ‘900, con la forza delle nostre idee abbiamo radunato in poco più di un mese oltre 250 persone impegnate in tutta Italia e che stanno portando proposte in linea con la tradizione delle principali forze politiche della cd. prima repubblica.

Italia Libera intende ripartire da quel 9 maggio 1978, per onorare la memoria di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer. A fine stato d’emergenza, costituiremo in piazza un nuovo partito popolare che restituisca all’Italia una comunità di donne ed uomini per attuare finalmente la Costituzione repubblicana e riportare, al termine della terza guerra mondiale del Covid-19, il nostro Paese  a riscoprire il proprio ruolo strategico in Europa e nel mondo. Non temiamo gli attacchi e siamo consapevoli dei rischi. Tuttavia, insieme possiamo cambiare la storia ed uscire dal declino. Superando le ideologie e con la forza delle idee sapremo restituire speranza al popolo italiano traghettandolo fuori da questa Unione Europa e da questa moneta unica che Moro e Berlinguer non avrebbero certamente mai accettato.

 

No Comments

Rispondi