LIBERI DI RINEGOZIARE IL DEBITO PUBBLICO

Consulta lo studio cliccando sull’immagine

Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme del debito pubblico. Con un rapporto pubblicato il 15 aprile l’organizzazione internazionale pubblica a carattere universale, composta dai governi nazionali di 189 Paesi e insieme al gruppo della Banca Mondiale, ha ricostruito i dati macroeconomici dei Paesi del G20 e i possibili scenari determinati dalla crisi sanitaria per Covid-19.Secondo il Fiscal Monitor dell’istituto di New York lo sforzo finanziario per proteggere i propri cittadini e per contenere l’impatto economico del blocco delle attività produttive e sociali ammonterebbe a 8.000 miliardi di dollari.

Tale impegno economico dovrebbe fa levitare i livelli di debito, preoccupanti soprattutto per quei Paesi che sono stati colti dalla pandemia con i conti già fuori equilibrio. Per l’Italia, già considerata a rischio per il bilancio, il debito pubblico dovrebbe salire dal 135% del 2019 al 155% del Pil.

Innanzi tutto va ricordato che gli impegni del Governo Italiano non hanno riguardato un’iniezione di denaro nell’economia reale. Come abbiamo ampiamente ricostruito commentando la “poderosa” iniziativa del Governo Conte siamo di fronte ad un insieme di garanzie sui crediti erogati dal sistema bancario alle imprese in crisi di liquidità. Garanzie al 90% e nuovi debiti per il sistema produttivo delle partite iva.

In ogni caso, la questione del debito pubblico è rilevante ed attanaglia il nostro Paese da decenni. Nonostante i dati positivi della bilancia commerciale dell’Italia (vale a dire il conto nel quale viene registrato l’ammontare delle importazioni e delle esportazioni di merci) con un surplus in costante crescita dal 2012 ad oggi (con un picco del 7,6% nel 2018), il debito pubblico aumenta a causa degli interessi passivi che il nostro Stato è costretto a pagare a coloro che ci hanno finanziato. In sintesi, siamo una famiglia che produce e lavora, ma le rate del mutuo della casa e dei finanziamenti per l’automobile o la ristrutturazione di casa si portano via tutto quello che abbiamo ricavato nell’anno. Così il debito non si estingue, anzi aumenta.

Dopo l’epidemia di Covid-19, durante la quale abbiamo sostenuto anche nuove spese sanitarie, il dissesto finanziario del nostro Paese è alle porte. Ed il Governo Conte sta portando il Paese al patibolo con il MES o gli Eurobond con un colpo di grazia rappresentato da questi nuovi strumenti di debito.

Come ogni buon padre di famiglia prima di firmare un nuovo modulo in una sede accogliente di una nuova banca in cui ci rassicurano dicendo “non si preoccupi, con questo strumento finanziario risolverà ogni suo problema”, sarebbe il caso chiedere un appuntamento col direttore lasciando un messaggio forte e chiaro in segreteria: vogliamo rinegoziare il debito.

Italia Libera invita ogni cittadino a portare la sua proposta in merito a tale rinegoziazione. In particolare, gli economisti sono chiamati ad offrire il loro contributo perché con una proposta chiara, concreta e realizzabile si possa stimolare il Parlamento a non cadere nella trappola del MES e venga messo mettere sul tavolo dei creditori internazionali che detengono il debito pubblico italiano un piano straordinario di rinegoziazione. Senza tali proposte costruttive resta sempre da valutare la semplicità della soluzione immaginata da Eduardo De Filippo in una famosa commedia del secolo scorso: NON TI PAGO.

No Comments

Rispondi