PAROLA AL FONDATORE: GIAN LUCA PROIETTI TOPPI

Ci avete fatto caso? Nel nostro Paese si interviene solo a tragedia in itinere. Oggi, ad esempio, a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, mancano i medici. Cosicché il governo sta assumendo persino i neo laureati in medicina e richiamando i medici già in pensione. Per quanto riguarda invece i tagli assassini al Servizio Sanitario Nazionale, effettuati negli anni passati, non ci è neanche consentito protestare o cercare di individuare i responsabili, poiché, tuona  l’oligarchia nemica del popolo, tra cui si annidano quei responsabili,  “non è il momento delle polemiche” .

Ci sono poi le calamità, ahinoi cicliche, (frane, alluvioni che seminano ingenti danni e morte) per cui si attende, senza muovere un dito, la prossima tragedia, sperando che la natura sia clemente, almeno in termini di tempo.

Si può essere d’accordo o meno sull’ uscita dall’euro. Noi presentiamo le nostre idee supportate da eccellenti economisti. Tuttavia, molto umilmente, siamo consapevoli che esse, al pari delle altre teorie economiche, non possono rappresentare la verità assoluta.

Ci sono però delle certezze che la politica, inspiegabilmente, continua ad ignorare. Forse per timore di spendere i NOSTRI soldi? Certo che se ancora un commesso parlamentare, requisito III media, guadagna più di un ingegnere, il  NOSTRO denaro, sarà  sempre  insufficiente.

Malgrado ciò il governo, durante ingenti calamità, è capace di mettere in circolo, come in questi giorni, 400 miliardi di euro.

Noi, se  ci darete la possibilità di far parte dei prossimi  governi, ne faremo investire molto meno e, al contempo, salveremo molte vite, evitando tragedie di varia natura. Come? Investendo a tempo debito, in tutti quei settori che, se non curati, ORA, diventeranno calamità assolute nel prossimo futuro.

Consideriamo,ad esempio, la gestione dell’acqua: l’oro trasparente, la prima fonte di vita per ogni essere vivente. L’informazione ci avverte, da anni, sulla  continua e progressiva riduzione delle risorse idriche.

Nessun politico, però, ci relaziona sulla gestione dell’acqua pubblica. Nessun giornalista si degna di verificare, alla fonte, se le ingenti perdite degli acquedotti italiani sono state sanate; se si sta investendo in impianti di desalinizzazione che, in Israele, ad esempio, stanno ottenendo eccellenti risultati.

D’altro canto l’ACEA, che gestisce le risorse idriche nel Lazio, non si è mai degnata di rispondere a quei tanti cittadini che, dato l’immobilismo politico, l’hanno contatta via PEC, chiedendo informazioni perfino basilari: se, ad esempio, l’acqua che scende senza soluzione di continuità dalle migliaia di fontanelle di Roma, sia in qualche modo recuperata, o irrimediabilmente persa.  E’ certamente inquietante, specialmente se non si riceve una risposta, constatare che nelle città del nord Europa, dove piove molto di più rispetto a quelle del mediterraneo, il getto d’acqua delle fontane pubbliche sia regolato da rubinetti, mentre, quello dei cosiddetti nasoni di Roma, non lo sia.

Si può discutere su tutto e saremo lieti di confrontarci, SOCRATICAMENTE, su temi importanti, con le altre forze politiche.

Ma sulle realtà in cui si annidano tragedie imminenti a danno del nostro popolo, ma che, chissà per quale arcana ragione, non vengono affrontate, saremo come la goccia che cava la roccia. Non molleremo di un centimetro finché i relativi temi non saranno sviluppati ed i conseguenti problemi risolti. Ed inizieremo proprio dalla gestione di una siccità che avanza drammaticamente sempre più in fretta;  nonché dal ripristino dell’integrità del nostro territorio, riducendo il più possibile rischio idrogeologico e/o sismico che ha già generato troppa, ahimè, ciclica, sofferenza.

1 Comment
  • Vitorocco Benedetto
    Posted at 20:26h, 14 Aprile Rispondi

    Gian Luca buona sera tutto quanto tu dici rispecchia il nostro vivere, giustamente ti poni il problema come affrontare questa situazione incancrenita da diversi decenni, come dottore dovresti sapere, solo l’amputazione può ridonare la vita, ci saranno sacrifici enormi, lo dobbiamo fare per il un futuro delle nuove generazioni. Da dove iniziare : poche regole ma mirati al BENE COMUNE ,
    1) che il politico sia professionista della politica, rispettoso delle leggi, aggiornato, timoroso di DIO non corruttibile, l’insieme dei diversi un solo obiettivo, dobbiamo diventare causa di pace, benessere è felicità per il prossimo.
    2) Che i Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato diventino impresa nessun appalto a terzi, dall’ energia in generale, manutenzioni vario tipo ai servizi più umili.

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