LA PASQUA PER UNA ITALIA LIBERA

La parola Pasqua deriva dall’ebraico “pesach” e significa “passare oltre”, “superare”. Per gli ebrei ricorda la liberazione dall’Egitto grazie a Mosè. Per i cristiani è la principale solennità che celebra la risurrezione di Gesù Cristo che da uomo torna alla sua essenza divina.

Nel nosto paese molte solennità religiose si sono tradotte in feste commerciali che hanno perso il senso profondo che le ha fatte trasmettere sino a noi (Babbo Natale della Coca-Cola, le Uova della Kinder, etc). Le continuiamo a celebrare non solo per opera di religiosi e missionari ma perché anche coloro che non praticano le chiese e le sinagoghe hanno nella propria cultura e tradizione familiare la consapevolezza che dinanzi alle prove che la vita ci pone, c’è sempre un passaggio, una rinascita. La speranza. Anche oggi, che stiamo vivendo la terza guerra mondiale.

La politica non deve mischiarsi con la religione ed è assolutamente imprudente confondere i simboli religiosi con quelli politici. Allo stesso tempo però la politica deve riconoscere la libertà religiosa, l’esercizio in pubblico o in privato del culto ed eliminare discriminazioni basate sulla religione. Insomma la politica deve solo rispettare gli articolo 3, 8 e 19 della Costituzione, che all’articolo 7 riconosce un rapporto particolare con la religione Cattolica, senza disconoscere i diritti di altre confessioni, incluse quelle ebraica ed islamica.

Le radici giudaico-cristiane del nostro paese non sono ignorate dalla Carta costituzionale perché oltre a garantire la principale confessione religiosa presente sul nostro territorio fanno parte delle fondamenta della nostra civiltà. I dieci comandamenti sono chiaramente riconducibili a numerosi valori e principi che regolano la nostra convivenza (l’uguaglianza, la la libertà e poi non uccidere, non rubare, etc.).

Questa civiltà, che si è costruita su una base spirituale, apparteneva anche agli altri popoli europei. Ecco perché bisogna lavorare per una nuova Europa, uscendo da questo condominio litigioso senza anima, ed entrare in un nuovo edificio in cui le regole siano ispirate davvero alla tradizione giudaico-cristiana. Liberiamoci dall’Europa della mercificazione delle persone, della finanza speculativa, dell’oppressione sulla sovranità nazionale già intravista da De Gasperi nel 1951.

Con Italia Libera possiamo dare la possibilità a ciascuno di noi di fare questo passaggio, dalla cattiva politica ad una nuova classe dirigente che realizzi a pieno la Costituzione e s’impegni a rimettere al centro dell’Europa i popoli, le persone e i loro bisogni. Vogliamo uscire dall’Egitto e siamo già in cammino. Unisciti a noi.

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