IL GOVERNO DELLE GARANZIE

Il ministro Gualtieri che si esibisce in Bella Ciao

Questa sera il Presidente del Consiglio ha annunciato le nuove misure di sostegno per l’economia in una conferenza stampa con i Ministri Gualtieri, Patuanelli ed Azzolina. In attesa di un ulteriore decreto ancora da elaborare, il Governo intende sostenere le imprese italiane con un provvedimento, definito “senza precedenti”, mettendo in campo 400 miliardi di euro,. Finalmente, spera Conte, gli opinionisti e le opposizioni placheranno le accuse di aver limitato gli interventi finanziari rispetto a quelli adottati da tempo da altri Stati.

Parlando di questa “iniezione di liquidità immediata“, per Conte si tratterebbe di “una potenza di fuoco“, il ministro Gualteri nel suo intervento durato 180 secondi netti ha usato 11 volte il termine garanzia

…200 miliardi di garanzie …prestiti garantiti … prestiti garantiti …garanzie saranno erogate al sistema bancario … fondo garanzia … 200 miliardi di garanzie per l’export … risorse garantite dallo stato … fornendo una garanzia poderosa … garanzie dirette … fondo centrale di garanzia …

In diretta da Palazzo Chigi

Pubblicato da Giuseppe Conte su Lunedì 6 aprile 2020

Con la voce incerta, come un bimbo che si esibisce davanti i genitori sapendo di essere impreparato, Gualtieri ha dichiarato che si tratta di una “imponente mobilizzazione di risorse pubbliche” per 750 miliardi, considerando anche le misure del Cura Italia.

Ebbene, gli italiani non solo conoscono la canzone ma anche la loro lingua.

La garanzia è “una assicurazione riguardo all’adempimento di un impegno o di un’obbligazione“. E chi è che si obbliga? Certamente lo Stato. Per le imprese ci sarà la possibilità di ottenere finanziamenti garantiti fino al 90% dell’importo ma nel limite del 25% del fatturato o del doppio del costo del personale, con l’impegno di non distribuire dividenti. Un sistema simile riguarderà anche il finanziamento dell’export dove è coinvolta la SACE, impresa pubblica di assicurazioni che da sempre svolge questa attività.

Ma se il Governo è il garante, il debitore è sempre l’imprenditore. Non si tratta di risorse pubbliche immesse sul mercato ma del credito delle solite banche il cui tasso d’interesse dovrà essere rimborsato dal sistema produttivo. Insomma, sempre la solita storia: Imprese italiane indebitatevi pure con le banche che poi garantisce lo Stato.

Italia Libera è dalla parte delle grandi, medie, piccole e micro imprese che già soffrivano una soggezione al sistema bancario che a piacimento erogava finanziamenti, salvo poi andare in default ed essere salvate coi risparmi dagli Italiani. Solo con una moneta sovrana sarebbe possibile immettere liquidità nell’economia reale per dare speranza a milioni di imprese e decine di milioni di lavoratori il cui futuro è incerto quanto la fine di questa guerra mondiale.

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