……..E’ DRAGHI IL NUOVO PADRE DELLA PATRIA?

Le parole di Mario Draghi sul Financial Times vanno esaminate con attenzione. A prima vista possono apparire pienamente condivisibili

La questione fondamentale non è se, ma in che modo lo Stato possa fare buon uso del suo bilancio. La priorità, infatti, non deve essere solo fornire un reddito di base a chi perde il lavoro, ma si devono innanzitutto proteggere le persone dal rischio di perdere il lavoro. Se non lo faremo, usciremo da questa crisi con un’occupazione e una capacità produttiva danneggiate in modo permanente, ma le famiglie e le aziende faticheranno a riassestare i bilanci e a ricostruire patrimonio netto.

E’ evidente che la tragedia sanitaria che stiamo affrontando è enorme. Per il numero di decessi e per la sospensione dei diritti e delle libertà fondamentali non ha precedenti ed appare completamente fuori luogo che l’Unione Europea si preoccupi di sanzionare l’Ungheria per aver deciso di affidare al Premier Orban pieni poteri, con decisione del parlamento. Un’Unione Europea incapace invece di dare risposta ai popoli che stanno aprendo gli occhi sul ruolo oppressivo di questa organizzazione sovranazionale che non porta alcun beneficio al nostro sistema paese.

Ritornando a Draghi, non possono però essere sottovalutate le ulteriori parole relative al ruolo delle banche.

I Paesi europei hanno strutture finanziarie e industriali diverse, perciò l’unico modo efficace per poter raggiungere ogni singola crepa nell’economia è quello di mobilitare la totalità dei loro sistemi finanziari: i mercati obbligazionari, principalmente per le grandi aziende, i sistemi bancari e, in alcuni Paesi, anche i sistemi postali. Tutto ciò deve essere fatto immediatamente, senza lungaggini burocratiche. Le banche, in particolare, si espandono in ogni angolo del sistema economico e possono creare denaro istantaneamente, consentendo lo scoperto o aprendo linee di credito.

Le dichiarazioni pubblicate (ricordiamolo, in lingua inglese su una importante testata internazionale) sembrano una sorta di linee programmatiche per candidarsi a gestire la ricostruzione post Covid-19. Un ruolo che è stato già assegnato dalla Lega con il discorso di Salvini in Senato.

Eppure non bisogna dimenticare la storia professionale di Mario Draghi che semplicisticamente dice che le Banche possono creare denaro istantaneamente. E’ proprio così?

Un ulteriore dubbio lasciano le parole dell’ex Presidente della BCE e governatore della Banca d’Italia.

Per questo le banche devono cominciare rapidamente a prestare fondi a costo zero alle aziende disposte a salvare posti di lavoro, e poiché in questo modo diventano di fatto un veicolo di politiche pubbliche, il capitale di cui hanno bisogno per svolgere questa attività deve essere fornito dai governi, sotto forma di garanzie statali su ogni ulteriore concessione di linea di credito o di prestiti.

Siamo alle solite. Il sistema bancario che presta denaro al popolo e lo Stato che garantisce.

Italia Libera si batterà per una sovranità monetaria che consenta allo Stato erogare contributi a fondo perduto per riportare nelle tasche degli Italiani quanto tolto da questa guerra infame.

2 Comments
  • patrizia alberti
    Posted at 15:12h, 09 Aprile Rispondi

    Europeista da sempre, pur non condividendo questa Europa, così come si è andata formando, preferirei buttare fuori i paesi canagiia e rifondare un’Europa su basi e principi diversii che in comune non abbiano solo una monetà, ma che condividano tutto come un unico stato federale.

    • Redazione
      Posted at 16:29h, 09 Aprile Rispondi

      Una nuova Europa, certo come la voleva De Gaspari.

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