CONTE AL SENATO: FONDI E SOSPENSIONI PER LE IMPRESE ALLA FAME

Il decreto che il Senato sta convertendo senza alcuna discussione reale con le forze politiche prevede numerose sospensioni di oneri per imprese e cittadini e la costituzione od utilizzo di fondi che le imprese conoscono bene. Le sospensioni stanno a significare che, nonostante per mesi gli italiani non produrranno reddito, le spese non sono cancellate, ma solo differite. Riguardo ai fondi poi basta parlare con una famiglia, un artigiano o un piccolo imprenditore per capire che spesso si tratta fondi di garanzia per accedere ad ulteriori crediti (quindi non finanziamenti a fondo perduto). E ciò senza alcuna modifica sulle procedure per consentire di essere veloci. Basti pensare che oggi migliaia di italiani stanno aspettando ancora i soldi per ricostruire dallo stato di emergenza del terremoto nell’Italia centrale del 2016.

Dopo aver raccontato lo sforzo sanitari avviato il 23 febbraio (quando lo stato di emergenza è stato dichiarato il 31 gennaio), il Presidente del Consiglio ha illustrato al Senato le misure del Decreto Legge “Cura Italia” varato solo il 13 marzo con una serie di misure eterogenee non semplici da illustrare in oltre 100 articoli di legge. Giuseppe Conte ha poi precisato che si saranno prossimi interventi per investimenti pubblici e privati e per essere pronti a nuove emergenze. Sull’Europa i soliti sospiri di un amore distante. Per il resto tante parole vuote o gravi come definire “abitudini” i diritti e le libertà costituzionali alle quali i cittadini stanno rinunciando senza avere certezza sull’efficacia ed avere ancora chiaro il nostro futuro.

Italia Libera chiede con forza che, come fu fatto un prelievo forzoso dai conti correnti degli Italiani da parte del Governo Amato nel 1992 nella notte del 10 luglio per contrastare la speculazione finanziaria contro il nostro Paese da parte di Soros & co., ora il popolo riceva un accredito sui conti correnti, di giorno o di notte, non conta per garantire il reddito atteso nei mesi di chiusura forzata delle attività. Una iniezione di denaro pubblico per l’economia reale. Il resto sono chiacchiere. Le solite chiacchiere di una classe politica pavida e incompetente.

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