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lunedì 15 ottobre 2018

se non avete nulla di meglio da fare...è un po' lungo

Ragionare non è il mio forte, ma alcuni pensieri vengono spontanei sulla Sicilia, dove tutto è tragico, ma tutto finisce come se fosse una commedia di Plauto, il più sfruttato, il più facile perchè di corna, doppi sensi ,situazioni ambigue si continua a sopravvivere, ridere… si ridere..come se tutto lo sfottere fosse solo destinato ad altri, lo sfottere è facile, prendere in giro o far finta di apprezzare è considerata una cosa di “gran furbizia”…già dimentichi che tu fai parte comunque degli altri per qualche altro.
In Sicilia succede che: pare che le votazioni abbiano dato un gran scossone, una scissione dal un passato estremamente pesante, tutto cambierà, invece NO!!! Ogni nuova amministrazione, o votazione o partito è un duplicato del passato, ovvero il passato reiterato , ebbene si perchè in Sicilia vige: meglio il tinto accanosciuto, che il buono a conoscere…così su questa linea anche i “nuovi” tendono ad omologarsi al passato…tutti tranquilli, nulla è cambiato, nulla cambierà, perchè dovrebbe cambiare la Sicilia? Chi ne sarebbe contento, chi ne trarrebbe così tanti benefici che in troppi ne ottengono senza “catamiarsi” ma soltanto “annacandosi?” Troppo pochi sarebbero, forse i giusti…meglio continuare sulla linea del passato.
La Sicilia terra di “ideali” l’importante è che rimangano tali, non si vada oltre, gli ideali, tanto à la page averne,l’importante è far si che non si realizzino…troppo sconvolgente per la mentalità, facciamoci una risata sulle idee, inclusa quella del separatismo ovviamente…Ecco, la verità è avere “buone idee”, ma non crederci, tutto vortica attorno ad una risata, la via di mezzo manca in quest’Isola, o di grande animo, generosi o di animo perfido e di odiosa tirchieria, questa è la terra dei personaggi di Verga, Sciascia, Pirandello, Tomasi, Vittorini, Quasimodo ..o estremamente colti e modesti o estremamente ignoranti , ma presuntuosi e chissà perchè i secondi avranno la meglio e saranno i più ascoltati…La Sicilia, la terra del lei non sa chi sono io, mi manda tizio…alla ricerca del potente, dell’importante, del nome, ma il nome è quello che conta poi se è arrivato grazie a calci nel sedere, bustarelle ed intrallazzi vari non importa…E’ molto bravo! Ma chi è? E’ bravo! Si ma non ho mai sentito il suo nome, è un direttore, un Grande Capo, un Capo? No, un essere “normale”, ma bravo …Che m’interessa è sconosciuto! Quindi l’onesto, bravo e riservato in Sicilia è perdente..infatti si trasferiscono, all’estero, perchè il potenziale di questa terra nel bene e nel male ha percorso tutta l’ Italia ed oltre…ed ahimè misteriosamente più nei difetti che nei pregi…da un canto i difetti rendono di più dei pregi, i difetti li ricordi sempre, i pregi i due minuti delle condoglianze o nelle date della memoria, chissà perchè..
In Sicilia ogni idea di rivolta, stranamente muore…si attende comunque e sempre che qualcosa o qualcuno intervenga: il solito tinto accanosciuto? Beh, si anche, ma sopratutto Giufà!.. Giufà non è mai morto, è riuscito a scappare alla morte talmente tante volte che ancora sta scappando e ancora gira per il mondo …si racconta…e ritorna a salvare questa terra dalla morte voluta dai suoi abitanti.
La Sicilia nessuno ha idea di quanto e come valorizzarla, semplicemente perchè non interessa e nessuno, la Sicilia terra di laureati in numero infinito, quando c’era un popolo operaio attivo, lottatore, generoso, la Sicilia sfornava laureati magari l’avvocato diceva la dinama non funziona..(l’articolo è al femminile: ovvio)…e così si continuò…Nel frattempo tanti lavoratori, artigiani, cioè le “braccia”  si trasferirono al nord, qui tanti si sposarono, tanti fecero figli, gente con la testa, gente che non temeva il lavoro…il Nord ha vinto, come sempre, il Sud no…perchè? Perchè il Sud ha la presunzione dello snobbismo…Ecco, così si chiama una figlia Dionigia, ma alla francese, certo che in italiano sarebbe un po’ bruttino , ma Dionigi Vescovo o pensando alla Sicilia dionisiaca? o chiami una figlia come un apostolo, fratello di Simon Pietro, il nome finisce con la a:”la gente è ignorante, provinciale qui considerano Andrea un nome maschile, mi si dice…….Come la dinama! Mi vien da pensare ed il mio essere provinciale mi piace.. Mi perdo tra questi strani meccanismi culturali, sarò provinciale, ma non mi ci raccapezzo.
La Sicilia è quella terra dove si continua a parlare del sacco di Palermo, quando in maniera stupefacente viene continuamente “offesa” con obbrobri un po’ ovunque, abbandoni ed eterni finti restauri; le città devono necessariamente ampliarsi, chissà poi perchè la collina pietraia non va bene, ma è andato bene distruggere la Conca d’oro..mah.. Dove si consente di mettere un contro soffitto in una chiesa la cui volta lignea è di rara bellezza, forse l’unica cosa di pregio in uno di quei paesi che nulla hanno mantenuto d’interessante, ma solo costruzioni a metà, per vederlo? Sganciare qualche cosa al sacrestano e si rimane stupiti dalla bellezza. Va bene anche questo…la Sicilia dove si consente di tramutare la vita di Paesi  distrutti da un terremoto devastante,con una forse più devastante ed eterna la ricostruzione, geni ed urbanisti hanno sfogato qui le loro depressioni, ma a questo si aggiunge la strana mentalità delle amministrazione ovvero pare che tutto non abbia bisogno di manutenzione, forse gli antichi borghi medievali, ma il moderno ha bisogno di manutenzioni continue. La Sicilia produttiva, intelligente, onesta, fantasiosa c’è esiste: è andata all’estero, qualcuno ritorna fiducioso di dare alla sua terra, chissà quanto resisterà….qui tutto è troppo difficile, troppi vogliono cacciare il naso, troppi vogliono guadagnare, possibilmente facendo il meno possibile, c’è la presunzione degli altri ancora prima del tuo fare.
La Sicilia …. eppure malgrado tutto rimane qualcosa che la rende speciale, l’ideale sarebbe lasciarla nella sua natura, l’ideale sarebbe stato non modernizzarla in maniera incoerente, l’ideale sarebbe che uno straniero potesse da Mondello raggiungere Monreale senza doversi perdere in una giungla di traffico, rumore, attese eterne dei mezzi di trasporto ed alla fine rinunciarci…Percorri un’autostrada tutta toppe ed interruzioni ed improvviso ti si staglia quasi di fronte un tempio, guardi attorno, sembra solo, isolato, come se fosse caduto dal cielo…in realtà c’è anche il teatro: appunto Plauto..ma non si vede e sotto sicuramente una “città” nascosta. Ecco le strade, autostrade e vie cittadine tutte con rattoppi, almeno li facessero colorati, darebbe un tono “naif” allo sfacelo delle nostre strade. La stessa autostrada tutta sobbalzi ti offre un tramonto di quelli indimenticabili. I suoi borghi alcuni molto belli, ma per starci devi essere una coppia di conigli perchè offrono poco e la sera sembrano morire altri invece organizzano con Jazz festival, musica classica, la piazza la fanno vivere …La Sicilia il suo barocco troppo lezioso di una cittadina che sembra quasi disabitata, svogliata ed il barocco vivo della quasi sorella; la Sicilia ospitale, dell’integrazione e la Sicilia del teatro dei pupi: con tante botte all’infedele,  ecco le due Sicilie : o troppo o nulla, la via di mezzo non c’è, forse è per questo che mi va,  non conosco nemmeno io le sagge “vie di mezzo”. Poichè ho scritto di tramonti, la foto è un' alba.
Riccarda Balla

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