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sabato 27 ottobre 2018

Manovra porcata: maxi tagli di detrazioni tra sanità, mutui e spese universitarie

Per far tornare i conti della manovra servono fino a 13 miliardi di euro, tra nuove entrate o tagli alla spesa. Lega e Movimento 5 Stelle riflettono sulla possibilità di un taglio lineare delle detrazioni fiscali per trovare i fondi per reddito di cittadinanza e flat tax.


Tra le misure allo studio c’è l’ipotesi di corposi tagli alle detrazioni fiscali. In primis quelle per le spese sanitarie, quelle sugli interessi del mutuo prima casa e quelle per le spese universitarie. L’attuale detrazione del 19% potrebbe scendere al 17%, con rilevanti effetti fiscali sul 2020, quando saranno presentate le dichiarazioni dei redditi 2019 e versate le relative imposte. Ridurre la detrazione al 17% farebbe risparmiare quasi un miliardo, ma per contenere i costi si considera anche l’ipotesi di un aumento della franchigia (sulle spese sanitarie del 19% oggi è fissata a 129 euro).

Secondo uno studio, la riduzione delle aliquote sulle detrazioni, come quelle su spese sanitarie e mutui, peserebbe per il 70% sui redditi inferiori ai 35.000 euro annui.

L’ipotesi circolata in questi giorni di un taglio pari al 2% dell’aliquota degli oneri detraibili al 19% (tra i quali le spese mediche, le spese per l’assistenza personale, gli interessi passivi dei mutui per la prima casa, le spese universitarie o le spese per asili nido) garantirebbe allo Stato un maggior gettito intorno ai 580 milioni di euro, ma graverebbe per oltre il 70% sui redditi fino a 35.000 euro lordi annu.

Una porcata che, quindi, ricadrebbe nuovamente sui redditi medio bassi.

In particolare ad essere più colpita sarebbe la fascia di redditi tra i 20.000 e i 35.000 euro annui che garantirebbe il 42% del gettito complessivo pari a circa 250 milioni di euro. Contributo sostanzioso anche dalla fascia di redditi tra 10.000 e 20.000 euro che vedrebbe ridursi l’ammontare delle detrazioni di 131 milioni di euro (22,5% del totale) mentre la fascia sotto i 10.000 euro subirebbe un taglio dei benefici fiscali di 34 milioni di euro (5,8% del totale).

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