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domenica 2 settembre 2018

Ognuno ha i suoi miti: riflettiamo prima di scegliere!

Vi vedo entusiasti a condividere le immagini, le informazioni, le curiosità, le cazzate, del matrimonio di Ferragni e Fedez.  La mascotte della Ferragni, gli ospiti che verranno e tutte le stupidaggini con cui gli sposi guadagneranno (si, sappiatelo, hanno venduto le esclusive, quindi state contribuendo al loro guadagno!). Per carità, tutto lecito. D’altronde viviamo in un’epoca in cui tutto è mercato e si privilegia l’apparire all’essere .
Che si sposino, ci mancherebbe, si divertano e vivano una vita felice. Ma vedere le bacheche piene di informazioni ridicole è uno scempio quotidiano. 

I due sposi (Ferragnez si fanno chiamare) sono a Noto, magari non sapranno neanche che Noto è una città meravigliosa, dalla grande cultura e che purtroppo è drammaticamente segnata da fatti di mafia. Non sapranno che lì c’è un clan sanguinario e che molte attività in città fanno riferimento a boss come - per citarne uno - Rino Albergo. 
Lì la mafia si è fatta impresa. 
Non sapranno nulla di tutto ciò, loro. 
Ma voi dovete saperlo.
E scegliete bene i Vostri miti.
Vi inviterei a condividere, oltre che queste minchiate che a nulla servono, pensieri, immagini, frasi di persone che rischiano la vita per questa Terra. 
Ecco perché ho scelto la foto di Nino Di Matteo.
Se devo scegliere il mio mito, scelgo lui, non Ferragni e Fedez.
Scelgo lui, Nino Di Matteo, che vive una vita blindata senza social, che non ha scelto di essere condannato a morte, ha scelto di essere libero nel fare il proprio dovere. E scegliendo il proprio dovere ha trovato le condanne a morte.
Scelgo lui, Nino Di Matteo, che non può fare vacanze libere, se non blindato dalla scorta e che non potrebbe (ne’ sono certo vorrebbe) celebrare così il matrimonio dei suoi figli. Anzi, i suoi figli, i suoi familiari, non può neanche goderseli serenamente.
Altro che selfie, altro che mascotte, altro che riviste patinate. 
È lui il mio mito, e la gente come lui. Quella che facendo il proprio dovere non si domanderà a cosa va incontro, lo farà e basta perché diversamente non potrebbe vivere.
Io preferisco chi punta all’essere piuttosto che all’apparire. 
Scegliamo bene i nostri miti.

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