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venerdì 17 agosto 2018

MORTI DI GENOVA, M5S HA COLPE

Mentre ancora si estraggono i corpi da sotto le macerie, Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture invece di portare la sua solidarietà alle vittime e ai familiari, fa il suo show su Rai uno di sciacallaggio politico sulle responsabilità del crollo che attribuisce a Genova e ovviamente alle passate amministrazioni, governi e così via


Toninelli, ben addestrato, punta il dito sul passato come gli hanno insegnato alla Casaleggio. Ma a cadaveri ancora caldi lo sciacallaggio non basta mai e Massimo Baroni, Portavoce del M5S alla Camera rincara pesantemente la dose.

“A Genova è crollato il Ponte Morandi. Una notizia incredibile e una cosa inaccettabile per una nazione come l’Italia. No alle grandi opere inutili quando c’è da mettere in sicurezza le opere già esistenti”.



Probabilmente rendendosi conto del proprio squallore morale, intellettuale, umano e politico, Massimo Baroni poche ore dopo ha cancellato il twtter, ma forse il motivo è più prosaico, quella ultima frase sulle opere pubbliche da non fare, perché è proprio un’opera pubblica non fatta la causa di queste morti che potevano essere evitate.

Che il ponte non fosse pericoloso e che non adasse chiuso infatti è stata per anni una battaglia del M5S a tutti i livelli, contrastando in ogni modo il progetto Gronda, una bretella autostradale alternativa a quel ponte che invece era pericoloso e poteva crollare.

Nel 2013 era sul Blog di Beppe Grillo il documento che pubblichiamo qui sotto dove si sosteneva che l’ipotesi del crollo fosse solo “una favoletta” per favorive il progetto Gronda, voluto “dai soliti potenti i cui interessi, è risaputo, “sono distanti da quelli dei semplici cittadini”.

Ora, la malafede del M5S è dimostrata dal fatto che mentre i soccorritori stavano estraendo le vittime da sotto le macerie, i gestori del Blog hanno maldestramente tentato di cancellare questo documento per far sparire le prove delle loro responsabilità politica nella tragedia. Non ci sono riusciti completamente perchè è comunque rimasto negli archivi e lo poteve leggere qui sotto.









“Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” , recita nell’ultima parte il documento grillino. Peccato che non era una favoletta e abbia causato delle morti inutili.

Il M5S non ha però potuto nemmeno tentaredi rimuovere gli atti del consiglio comunale di Genova del 4 dicembre 2012 dove il Consigliere pentastellato Paolo Putti, “uomo libero che non ha voglia di fare carriera politica” si assume la responsabilità delle morti e della tragedia di oggi, 14 agosto 2018, a Genova e lo fa a nome di tutto il Movimento 5 Stelle che si riconosceva in quella battaglia contro la Gronda che, non dimentichiamolo, ha causato questi morti.

Nella sua delirante mozione Paolo Putti rispondeva al Presidente della Confindustria di Genova che diceva: “Ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto di no!” sostenendo che entro 10 anni il ponte sarebbe crollato.

Dice nella mozione consigliare il grillino: “A noi Autostrade in quest’aula ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi”, prendendosi gioco di Giovanni Calvini della Confindustria che invece sosteneva che sarebbe crollato,



Se non bastasse a inhiodare il M5S alle sue responsabilità politiche rispetto alla tragedia di Genova, possiamo aggiungere un altro documento del parlamentare genovese Sergio Battelli, sempre contro la bretella che avrebbe consentito di evitare la tragedia, dove si evince anche la responsabilità nel disastro di tutti i consiglieri comunali del M5S,





Si sono battuti “come leoni” contro quanti sostenevano che il ponte prima o poi sarebbe crollato, una battaglia di cui oggi andare veramente fieri.

Due settimane prima che Toninelli dicesse “Chi ha sbagliato deve pagare” lo stesso ministro aveva pubblicamente dichiarato che il progetto Gronda era tra le opere pubbliche da sottoporre “ad una revisione complessiva, che contempli anche l’abbandono del progetto” .

Ancora prima di Toninelli, a gennaio di quest’anno Luigi di Maio andava a testa bassa contro Gronda e Terzo Valico secondo la logica cara ai grillini che le opere pubbliche non servono:


La responsabilità politica del M5S rispetto a queste morti che si potevano evitare è evidente nonostante i maldestri tentativi di cancellare i documenti che lo provavano. La rete non perdona. Il M5S ha avvelenato i pozzi della politica con i suoi squallidi interessi elettorali e in questa vicenda si sono comportati ancora una volta come sciacalli cercando di addossare ad altri responsabilità che sono solo e soltanto loro. Vigliacchi nel non volersi assumere nemmeno la paternità delle loro azioni.

La nostra solidarietà ai parenti e fanigliari delle vittime, il nostro ringraziamento alle forze dell’ordine e ai soccorsi che sono stati immediati e tempestivi e le nostre lacrime che si uniscono a quelle dei genovesi che per scellerate e criminali scelte politiche dovranno sobbarcarsi una città divisa a metà per i prossimi anni.

Per il M5S che ha anche tentato di addossare ad altri le proprie responsabilità un solo pensiero: FATE VERAMENTE SCHIFO!

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