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venerdì 24 agosto 2018

Lottare contro il fantasma ultracattolico

Un fantasma s’aggira per l’Europa, e ultimamente soprattutto per l’Italia: è quello dell’«ultracattolico», riesumata dalla non-cultura dominante e dal giornalismo che ne è saldamente al guinzaglio. Fantasmi che si aggirano in maniera inquietante, incarnando la perfetta sintesi di ogni nefandezza culturale: razzismo, sessismo, donna intesa come essere inferiore, piegata alla non cultura della supremazia del maschio.

Al di là dell’aspetto definito – l’«ultracattolico»,ha molti volti, dal militante di estrema destra, manesco e  rude, alla vecchia bigotta – la caratteristica principale di questo soggetto è una, vale a dire una dissennata nostalgia per il Medioevo, epoca di atroci orrori. Altro elemento tipico dell’«ultracattolico», assicurano, è il fatto di credere che la verità, anche morale, esista.
Nossignore, non esiste nessuna verità assoluta: solo opinioni e convenzioni incerte e temporanee. 

Quelli che “I ricchioni sono il male”, promotori di iniziative e petizioni profamily e antigender, quelli che rimettono in discussione divorzio, aborto e diritto di opporsi ad accanimento terapeutico: un ritorno all’oscurantismo medioevale insomma.

La fisiologia, parliamo di scienza, ha affermato che il voto di castità non ha incidenza sugli impulsi erotici malamente repressi nei preti depravati.
La pedofilia è un fenomeno che sta assumendo dimensioni spaventose, alla luce delle ultime rivelazioni, tanto che molto probabilmente dobbiamo prendere atto dell’impossibilità di fare pulizia totale di questi criminali in veste talare: troppe le resistenze e le connivenze interne.
Un capitolo immondo quello degli abusi sessuali del clero, capillarmente diffuso nella chiesa cattolica e ignorato, se non protetto dall’altrettanto sudicio universo ultracattolico, quello dei valori Dio e Famiglia, per intenderci.

Come per i morti, anche tra gli estremisti ci sono fanatici di serie A e fanatici di serie B. Se un terrorista islamico uccide anche un solo europeo, l’indignazione (giustamente) è unanime. E, puntuale, arriva la voce di non perde occasione di evocare guerre di religione. Al grido di sono tutti estremisti o peggio,

Il discorso cambia però se i fanatici sono tra noi e professano il nostro stesso credo. Partono i distinguo, in tanti minimizzano e in troppi ignorano. Nessuno che chieda ad intere comunità di “prendere le distanze”. Nessuno parla di terrorismo, fondamentalismo cattolico. Ma tutto è mascherato, giustificato dal raptus.


Non è più sufficiente l’indignazione,non ha mai smesso di battersi e lottare contro la mentalità ultracattolica /(e ultraislamici) in nome di un unico fine: la prevalenza della tolleranza, del rispetto, dell’amore e del perdono. Ancora non è chiaro come un «ultracattolico», cioè  integralisti, ultrà tradizionalisti, antiabortisti che vogliono spingere il Pontifice ad un maggiore attivismo, nel civilissimo panorama europeo, possa circolare liberamente anziché essere in manette, considerate le follie che ha in mente.

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