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lunedì 27 agosto 2018

La barbarie che avanza: i pericoli di una politica che cancella le persone

Li hanno fatti finalmente sbarcare. Tutti contenti? Non proprio. Quello che più preoccupa di ciò che è accaduto con il sequestro dei migranti sulla nave Diciotti, è la completa insensibilità di Salvini (con il governo allineato) nei confronti della dimensione umana della vicenda. Che il suo braccio di ferro sia stato strumentale o ideologico, ad inquietare è l’indifferenza mista a disprezzo verso le persone che si trovavano su quella nave. Non è certo la prima volta che questo emerge nelle posizioni di Salvini, tuttavia mi pare che mai in passato si fosse arrivati a tanto.
La cosa colpisce ancora di più se consideriamo il fatto che poco prima delle ultime elezioni, in un suo comizio del 24 febbraio 2018 a Piazza del Duomo a Milano, l’attuale Ministro dell’Interno giurò di applicare la Costituzione italiana, rispettando gli insegnamenti contenuti nei Vangeli. Entrambi sono stati calpestati in maniera ostentata, con la postura tipica di chi si sente un capo del popolo e non un suo rappresentante. La forma è spesso sostanza in politica.
Dove sono finite le persone in questa teatrale prova di forza di Salvini? Ai suoi occhi sembrano esserci solo categorie astratte: migranti illegali, clandestini, rom, profughi (o meglio, finti profughi), ecc. Tutto questo cozza in maniera così plateale con il messaggio evangelico, che verrebbe quasi da ridere di fronte all’immagine di Salvini che, brandendo una copia dei Vangeli davanti alla folla adorante, giura che una volta al governo rispetterà gli insegnamenti evangelici. Purtroppo non c’è nulla da ridere. 
Non occorre essere dei raffinati teologi per scoprire che nei Vangeli la figura dello straniero ha una grande rilevanza e che la posizione di Gesù a riguardo è chiara. Basta dare una scorsa veloce. Prendiamo la nota parabola del Buon Samaritano (Luca 10, 25-37). Essa ha come protagonista uno straniero. I Samaritani, infatti, erano considerati “stranieri”, eretici e impuri. Il Samaritano prova compassione per l’uomo abbandonato sulla strada. Si tratta di un punto essenziale. Quando Gesù chiede chi sia stato il prossimo dell’uomo percosso, la risposta è «chi ha avuto compassione di lui». Sia detto per inciso: la totale assenza di compassione dimostrata da Salvini non crea nessun problema ai cattolici che lo sostengono? 
Per Gesù, inoltre, il modo in cui ci saremo comportati nei confronti dello straniero che chiede il nostro aiuto sarà determinante nel giorno del Giudizio. Su questo è stato terribilmente chiaro. Rivolgendosi a coloro che sono stati salvati egli dice, tra le altre cose: «ero forestiero e mi avete ospitato». E quando costoro gli chiedono quando ciò sia accaduto, Gesù risponde: «ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Matteo, 25, 31-40). Gesù invita a vedere nel volto dello straniero che chiede aiuto il suo volto. Si tratta di un invito che però non lascia spazio a compromessi, aggiustamenti o sotterfugi. Dalla risposta a tale appello dipenderà la salvezza nel giorno del Giudizio. Ai dannati destinati al «fuoco eterno» Gesù dice: «ero forestiero e non mi avete ospitato» (Matteo, 25, 41-43).
Il Ministro dell’Interno giura di rispettare questi insegnamenti e poi agisce in maniera diametralmente opposta. Dobbiamo pensare che egli ignori il contenuto dei Vangeli? In fondo, ci sarebbe da sperarlo. Perché se, al contrario, si è così indulgenti con la propria coscienza da fare ciò che tanto platealmente contraddice quello che pure si considera come Verità rivelata, se dentro di sé si riesce ad addomesticare anche Dio, allora tutto diventa accettabile, persino l’orrore. Sarebbe sbagliato pensare che, tutto sommato, questo è un problema che riguarda solo la coscienza di Salvini. Il suo atteggiamento è politicamente pericoloso. Lo è in sé, indipendentemente dal suo rapporto con i Vangeli, ma lo è in maniera ancora più scandalosa, proprio in virtù del suo teatrale ricorso ai Vangeli. È il suo completo disprezzo per le persone dei migranti, la mancanza di ogni traccia di compassione, a fare paura. La “durezza di cuore”, che Gesù condanna con tanta forza (anche lui un buonista?). Quando la politica diventa del tutto cieca di fronte alle persone in carne ed ossa, quando le considera meri casi di categorie astratte, allora diventa intrinsecamente violenta. Pensavamo di averlo imparato con le grandi ideologie totalitarie del Novecento, che è bene non evocare a cuor leggero, ma che è anche prudente non dare per morte e seppellite una volta per tutte, almeno per quel che riguarda le disposizioni di fondo che le sostenevano, al di là delle specifiche forme sociali e politiche a cui hanno dato vita.
C’è una carica di violenza dentro la vicenda della Diciotti, che non è dovuta solo (e forse neanche principalmente) al fatto che alcune persone sono state sequestrate, ma al modo in cui Salvini ha provato a cancellare il volto di quelle persone. In fondo, anche un sequestratore può provare compassione per il sequestrato. Qui nulla. Agli occhi di Salvini i migranti sulla nave hanno perso ogni tratto umano. È questa disumanizzazione ad essere intrinsecamente violenta. Siamo al di là della violazione di determinati diritti. Siamo alla cancellazione della soggettività umana, che è possibile titolare di diritti. Qualcosa di ben più radicale. Sotto attacco non solo la nostra cultura liberal-democratica dei diritti, ma più profondamente il senso di civiltà e di umanità. C’è un elemento di barbarie che emerge in maniera inquietante. Ogni ulteriore forma di violenza (gli spari contro i migranti di turno) finisce allora per diventare irrilevante: in fondo, chi spara lo fa contro chi è stato ridotto a simulacro, una sorta di cadavere ambulante, una non-persona. Sarebbe grave trascurare o sottovalutare quanto sta accadendo sotto i nostri occhi.

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