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mercoledì 15 agosto 2018

#FAVOLETTA DEI 5 STELLE SI è REALIZZATA TRAGICAMENTE. AVETE IL CORAGGIO DI PARLARE?

 4 anni fa, nel 2014, M5S e Beppe Grillo erano di diverso parere… Dopo l’alluvione che nel 2014 colpì la città di Genova, Grillo infatti denunciava lo spreco di denaro per le grandi opere: “6 per il terzo Valico e 3-4 miliardi di euro per la Gronda“. L’opera della “Gronda” avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul Ponte Morandi deviando almeno i mezzi pesanti, ma Grillo lo etichettava come spreco di denaro e incitava il pubblico: “Fermiamoli con l’esercito”.

Inoltre a qualche ora dal crollo del ponte Morandi  è spuntato sui social un comunicato dei Comitati No Gronda del 2013. Nel testo, ospitato sul sito del Movimento 5 Stelle, venivano spiegati i motivi della contrarietà alla Gronda di Ponente, una bretella autostradale progettata a Genova. Poi, a un certo punto, il comunicato cita espressamente il ponte Morandi.

“Ci viene poi raccontata, a turno – si legge nel documento – la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)”.
Una favoletta che «ci viene raccontata a turno. Come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte «...potrebbe star su altri cento anni» a fronte di «...una manutenzione ordinaria con costi standard» (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)».In una relazione successiva, sempre di Autostrade ma pubblicata nel 2011, le conclusioni sembrano diverse: il tratto autostradale A10 a Genova e l’innesto sull’autostrada per Serravalle producono «quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura del viadotto «Morandi», in quanto sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua».

Ma che lo stato di salute del viadotto fosse precario lo rilevano anche altre fonti. Una interrogazione al Senato presentata dall’esponente di Scelta Civica Maurizio Rossi, dedicata più ingenerale alle infrastrutture e alle strade della zona di Genova segnalava il pericolo. Era il 28 aprile del 2016 e Rossi rivolgendosi all’allora ministro Graziano Delrio annotava: «Il viadotto Polcevera, chiamato ponte Morandi...recentemente è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno richiesto un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura». Il senatore indicava poi nella gronda la soluzione che avrebbe risolto alla radice il problema dell’attraversamento di Genova e domandava al ministro a che punto fosse l’iter del progetto.

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