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sabato 25 agosto 2018

COCAINOMANE, IRACONDO, VIOLENTO CON LE DONNE E ONNIPRESENTE NEI BORDELLI. IL DUCE OLTRE LA PROPAGANDA

Dalla propaganda fascista Mussolini è sempre stato descritto come padre nobile della Patria, saggia guida del Paese, equilibrato, coraggioso e soprattutto animato da profondi valori familiari e tradizionali. Insomma il Mussolini già descritto dalla propaganda fascista, mentre bacia bambini e miete grano, sembra essere quanto mai presente. 

Purtroppo, però, i fatti storici hanno la testa dura e anche le persone più vicine al Duce raccontarono un Mussolini ben diverso da come ci è stato descritto. A questo proposito risultano particolarmente interessanti i diari Margherita Sarfatti. Quest’ultima fu una delle amanti più longeve di Mussolini: iniziò a frequentarlo quando ancora era un socialista, condividendone l’intera parabola politica, dal socialismo interventista al fascismo. Letterata, scrittrice, critica d’arte molto ricca – si sa Mussolini era sempre alla ricerca di qualcuno che finanziasse le sue attività politiche e la sua vita ben poco austera – fu anche autrice di una biografia, sarebbe meglio chiamarla agiografia, del Duce che divenne piuttosto famosa e diffusa. Ambasciatrice informale del fascismo negli USA, la Sarfatti imperversò nella scena politica per anni ed anni ai livelli dei Ras del fascismo. A mettere in crisi la loro relazione le scelte politiche di Mussolini nella metà degli anni 30’; ad interromperla direttamente, le leggi razziali del 38’. Margherita, ebrea di nascita, è costretta a lasciare l’Italia per il Sudamerica. Qui iniziò a scrivere My Fault, un memoriale che non diede mai alle stampe e che recentemente è stato ritrovato da Roberto Festorazzi. Al netto delle valutazioni sul fascismo e su Mussolini, la parte più interessante è quella più personale. Dalle pagine emerge tutto un altro duce. Un Mussolini che, forse in preda all’alcool (pare che fino ad una certa età fossero più le sere in cui era sbronzo che le serate da sobrio) o alle droghe le racconta di incontri fatti col Demonio che gli ha promesso eterno potere. Un Mussolini cocainomane che, ancora nei primi anni ’30, si aggirava strafatto per le vie di Milano. Un abbondante uso di droghe che servivano a disinibire il già scarso senso del pudore del Duce, noto per il suo insaziabile appetito sessuale, mai sufficientemente appagato nei bordelli. E così, mentre suo fratello Arnaldo Mussolini andava in giro a sistemare i figli illegittimi di Benito, quest’ultimo prendeva con la forza le donne in giro per il Paese. Non contento di pagarle o di “sedurle”, Mussolini voleva che i suoi rapporti fossero violenti, in particolare con le donne vergini. La stessa Claretta Petacci nel suo diario racconta di portare i segni di del Duce sul corpo ( i morsi, per inciso). 
Fatti confermati anche da alcuni biografi di Mussolini e della Petacci ( Bosworth, Spinosa...)
Ecco, insomma, chi era lo "statista" che ha guidato il nostro Paese.

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