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lunedì 18 giugno 2018

Un*/ cuore 'ndraghetista batte in Lombardia

Cè un potente cuore mafioso che batte forte in Lombardia (governata dalla Lega) costrutto nel corso del tempo. In principio era Cosa Nostra la mafia più presente e potente, ma nel corso degli anni, la ‘ndrangheta si è radicata soppiantando Cosa Nostra sia sul territorio che negli affari.



È presente soprattutto nelle piccole e medie realtà, veri e propri fortini e capisaldi strategici. È terra di ‘ndrangheta seconda solo alla Calabria e gli interessi delle cosche si sono concentrati nell’edilizia, nella ristorazione, nella gestione dei locali notturni grazie anche alla complicità di alcuni soggetti appartenenti alle istituzioni come all’imprenditoria.

Una attività criminale in stile franchising nella quale alcune cariche pubbliche sono al servizio dei clan, come è accaduto a Desio dove gli appalti venivano dirottati agli amici della ‘ndrangheta o a Seregno, dove l’amministrazione comunale era al servizio del clan Locale.

Il boom delle ‘ndrine in Lombardia avvenne nel 1976 quando il Crimine di Polsi, il consiglio dei boss calabresi, crea una “Camera di Passaggio”, ovvero un organo con una propria gerarchia (il Capo, il Contabile e il Maestro Generale)  con il compito organizzativo di attendere alla nascita di nuove locali. Dagli anni 80 le ‘ndrine lombarde si rendono indipendenti dalla Calabria. il boss Giuseppe Mazzaferro riesce a federare la maggior parte delle locali lombarde alla “Camera di Controllo” un organo avente l’autonomia di  conferire le doti, i gradi agli affiliati come di  autorizzate le nuove locali senza dipendere dalla Calabria.

Cosa Nostra a Milano non riuscì mai a rendersi indipendente dalle famiglie siciliane, operazione invece riuscita alla ‘ndrangheta.

Dopo lunghe trattative viene stipulato un accordo con il Crimine di Polsi e le locali ottengono la tanto agognata autonomia.

L’ ente autonomo lombardo del crimine calabrese dislocato in tutta la regione ha il nome di “Lombardia”. Per quanto riguarda gli affari le  locali sono autonome, ma appartengono ad una organizzazione federale che agisce in rete.

Sul piano organizzativo un ruolo decisivo viene svolto dal “Crimine” come dalla “Provincia” , sono garanti delle regole di “ndrangheta, possono nominare i capi delle locali e conferisce le varie cariche.

L’autonomia ha prodotto un inevitabile proliferare delle locali: Cormano, Bollate, Bresso, Corsico, Legnano, Limbiate, Solaro, Pioltello, Rho, Pavia, Canzo, Mariano Comense, Erba, Desio e Seregno, per citarne alcune,  sono salite spesso agli onori della cronaca per operazioni della DIA e per arresti anche di amministratori pubblici collusi con la criminalità.

Il radicamento, come sempre purtroppo è dovuto alla disponibilità del mondo imprenditoriale, politico e professionale. La compiacenza del mondo legale fa si che, la criminalità organizzata, possa facilmente insinuarsi in numerore attività gestite dagli enti locali.

Il Re Denaro, ancora una volta, riesce a corrompere e a far sì che la ‘ndrangheta si espanda a macchia d’ olio anche a più di mille chilometri di distanza dalla terra natia.

Nonostante siano aumentate le retate nei loro confronti, La ‘ndrangheta trova sempre modo e maniere per continuare a svilupparsi tipo polipo, sugli affari lombardi.

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