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venerdì 8 giugno 2018

La pacchia è roba SOLO per ricchi grazie a Salvini (e #M5S)

Nell’irrefrenabile bisogno di fare emergere il suo sentire profondo, contando sulla complicità della grande stampa e sull’ottundimento – dell’opinione pubblica, Matteo Salvini questa volta ha esaltato la riduzione delle tasse per i ricchi.
È giusto che chi ha tanti soldi ne versi meno allo stato, ha detto, perché così con quello che risparmia darà più lavoro ai poveri. Dopo aver dato sfogo sui migranti alla sua anima becera, ora Salvini libera il Reagan che è dentro di lui.



Berlusconi aveva sempre presentato la flat tax o simili come un strumento per ridurre l’evasione fiscale: secondo lui dovendo pagare di meno i ricchi almeno avrebbero pagato. Tutto qui. Era una bufala ovviamente, ma quella di Salvini è più grande.

In lingua inglese la teoria del ministro degli interni è chiamata la “twinckle down theory”. Letteralmente la teoria del gocciolamento verso il basso. Cioè più la mensa dei ricchi è piena, più gocciolano verso il basso avanzi che possono sfamare i poveri. Una teoria che nega ogni valore economico allo stato sociale e che riporta la politica ad una concezione ottocentesca del capitalismo. Che Salvini ha sposato in pieno.

Il milione di posti di lavoro promesso da Berlusconi nel 1994, torna, prudentemente senza una quantificazione, con la promessa che se Briatore e simili pagheranno un bel po’ di tasse in meno, ci saranno altrettanti occupati in più.

Questa tesi è completamente falsa. Vediamo perché.

Com’è noto un imprenditore investe se pensa di poter vendere le merci che produce. Se uno pensa invece che le merci gli rimarranno in magazzino, difficilmente farà un investimento e – in ogni caso – anche se lo facesse, nel giro di tre mesi licenzierebbe tutti coloro che ha assunto. In altri termini è chiaro che l’investimento viene fatto non solo perché l’investitore ha i soldi in mano ma viene fatto perché l’investitore pensa di poterci guadagnare, di poter vendere quello che produce. Questo vale anche nei servizi: un ristoratore assumerà un cameriere se pensa che qualcuno vada a mangiare la pizza al sabato sera. Altrimenti, anche se ha i soldi per farlo non assumerà nessuno.

Solo chi ha tolto l’articolo 18 – e i grillini e i leghisti che non vogliono rimetterlo – pensano che uno assuma un cameriere solo perché lo può licenziare…

In altri termini gli investimenti privati vengono fatti solo se esiste una domanda solvibile in grado di valorizzare gli investimenti stessi. Solvibile vuol dire che la domanda non solo si deve esprimere come bisogno (mi piace la pizza) ma che il soggetto desiderante deve anche avere i soldi per pagarla la pizza…

Il problema è proprio qui. Gli investimenti privati normali, non sono originati dal fatto che i ricchi abbiano più soldi ma dal fatto che la domanda solvibile si allarghi e quindi richieda nuove merci e nuovi servizi e quindi nuovi investimenti e nuovo lavoro. Non ci vuole un genio per capire che in Italia il problema è proprio questo: metà della popolazione ha difficoltà ad arrivare a fine mese e in ogni caso ha ridotto i propri consumi per mancanza di reddito. Per far ripartire l’occupazione in Italia servirebbe una drastica redistribuzione del reddito dal 10% più ricco verso il 50% più povero in modo da aumentare i consumi e creare una spazio per nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro.

Come se non bastasse, in Italia, dall’inizio della crisi, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri: Salvini propone di accentuare questa diseguaglianza. Salvini propone di curare i tumori facendo esplodere delle bombe atomiche. Inoltre, come è del tutto evidente, se si tagliano le tasse ai ricchi, lo Stato non avrà più i soldi per far funzionare la scuola, il servizio sanitario, pagare le pensioni. In altri termini il taglio delle tasse ai ricchi distruggerà i servizi pubblici e ridurrà i posti di lavoro nel pubblico. Riducendo i dipendenti pubblici e quindi il monte salari complessivo, i consumi si ridurranno ulteriormente e conseguentemente aumenterà la disoccupazione anche nel settore privato. Quindi tagliare le tasse ai ricchi aumenta la disoccupazione, non i posti di lavoro.

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