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mercoledì 13 giugno 2018

Arresti eccellenti per il nuovo #StadioDellaRoma

Con l’accusa di corruzione relativa al progetto sul nuovo Stadio per la Roma a Tor di Valle, nove persone sono state arrestate questa mattina (per 6 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 3 gli arresti domiciliari) nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, denominata “Rinascimento”. L’indagine concerne un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio per la A.S.Roma.


Le misure cautelari disposte dal gip riguardano anche il rampante costruttore Luca Parnasi, il presidente dell’Acea Luca Lanzalone (il superconsulente dei 5Stelle:) e un alto esponente del Consiglio regionale del Lazio (il vice presidente del consiglio Adriano Palozzi di Forza Italia), l’ex assessore regionale Michele Civita (Pd).

 Sono 27 gli indagati, tra cui il capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara che nei primi mesi del 2017 aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica della prima stesura del progetto e il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Davide Bordoni. Il Comune, da quanto si apprende, è pronto a sospendere il progetto.

E’ il palazzinaro che più ha guadagnato in termini di cubature e affari negli ultimi anni nella Capitale. Suo è il grattacielo del Torrino acquistato dalla ex Provincia di Roma (ora Città Metropolitana) per deportarvi tutti gli uffici e i dipendenti. Sua l’impronta sulla cementificazione di Tor di Valle con il pretesto del nuovo Stadio per la Roma come pagamento del debito accumulato verso Unicredit. Sue le concessioni edilizie ottenute grazie agli accordi in compensazione sul Parco di Tor Marancia (cubature avviate, parco ancora lettera morta).

Ma la vicenda coinvolge anche la giunta comunale della Raggi. Ieri con un post su Facebook la sindaca, avvertiva che “lo stadio di Tor di Valle si avvicina». Nel messaggio la sindaca ha fatto il punto sullo stato dei lavori e informava che “sono arrivate 31 osservazioni al progetto (lunedì a mezzanotte scadeva il tempo per presentare le osservazioni sulla variante al Piano regolatore) e già da martedì ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo”. Proprio la capitolazione della giunta comunale M5S sullo Stadio per la Roma, era stata oggetto di un duro scontro interno al movimento e agli assessori comunali. Ci furono le dimissioni dell’urbanista Paolo Berdini da assessore e la crisi della giunta nell’Ottavo Municipio (dove si è votato domenica e il M5S è crollato). Ma si consumò anche la rottura frontale tra la nuova giunta comunale e i movimenti ambientalisti e del territorio. Infine, ma non per importanza, il M5S ai massimi livelli volle insediare Luca Lanzalone come uomo di fiducia al vertice dell’Acea.

Lanzalone, tra il gennaio e il febbraio del 2017, nelle vesti di consulente per gli M5S portò avanti, sul fronte del progetto stadio, una mediazione con l'amministrazione comunale e la Eurnova, la società di Parnasi, che acquistò i terreni dell'ippodromo di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia. La mediazione ha portato ad una modifica del primo progetto con una riduzione delle cubature degli immobili "extra stadio" e la cancellazione delle due torri del grattacelo che sarebbero dovute sorgere in prossimità del'impianto.


Chi è luca Lanzalone 

L'ultima volta che Luca Lanzalone è stato avvistato alla Camera insieme a Luigi Di Maio, era il 20 marzo. Pochi giorni dopo, il presidente di Acea si è fermato un'ora a parlare su un divanetto del Transatlantico con Stefano Buffagni, il deputato cui era stato affidato il delicato compito di trovare persone di fiducia per le nomine nelle partecipate di Stato. 
Faceva anche questo, l'avvocato genovese, per il Movimento. Scouting nel mondo delle imprese. Curava rapporti e proponeva incontri, forte della fiducia che si era guadagnato prima a Livorno, poi a Roma.

L'arresto ai domiciliari del presidente di Acea Luca Lanzalone scrive un nuovo capitolo sulla figura di questo avvocato di successo, amico dei 5Stelle, che ha esercitato un ruolo determinante come mediatore nella conclusione della vicenda stadio della Roma.

Arrivato nella capitale per sbrogliare gli intrecci intessuti dall'ex braccio destro della sindaca, Raffaele Marra, il 49enne avvocato di Crema con basi a Genova e Miami ha velocemente scalato le gerarchie del Campidoglio a trazione grillina. Lanzalone si presenta sul palcoscenico romano per la prima volta nell'agosto 2016 quando consegna alla sindaca Virginia Raggi la lista dei candidati indicati da Casaleggio per la poltrona di direttore generale dell'Ama. Da allora il suo ruolo cresce e insieme ad esso l'influenza che esercita nelle stanze del Campidoglio. In più occasioni, di fronte alle critiche delle opposizioni, è stata la stessa sindaca a intervenire per difendere il suo fedelissimo.

Prima mediatore ufficioso e poi ufficiale dell'operazione stadio, ha riaperto il dossier Tor di Valle per conto dei 5S ed è diventato uno dei consiglieri più influenti nel circolo della sindaca. Una posizione che gli è valsa la promozione e la nomina a presidente di Acea e la passeggiata a mo' di bodyguard con il leader pentastellato, ora vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio davanti agli imprenditori del Forum Ambrosetti di Cernobbio.

L'aderenza ai dogmi del Movimento, però, è stata sempre respinta da Lanzalone: "Grillo? Visto una sola vola a teatro. E Casaleggio non lo conosco. Pensate che adesso, per non creare imbarazzi a nessuno, non dormo più all'hotel Forum (quello di Grillo e dei leader M5S, ndr) ma ho cambiato albergo. Di Maio lo stimo, ma non sono un militante. Sono solo un professionista che ha ricevuto un incarico. Lo stadio? Porto al tavolo le indicazioni della giunta Raggi". 

Nel marzo del 2017, in risposta all'interrogazione della capogruppo Pd Michela Di Biase, la Raggi dichiarò: "L'avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio", aggiungendo che "presto" avrebbe ottenuto un incarico. Il complesso lavoro di cucitura portato avanti sulla partita stadio gli è valso forse il premio più grande, la nomina al vertice di Acea, la multiutility dell'acqua e dell'energia controllata dal Campidoglio. L'incarico, ottenuto nella primavera del 2017, prevede, peraltro, un emolumento annuale 240mila euro di emolumento annuale.

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