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lunedì 7 maggio 2018

Sarno, quando le tragedie e le frane le vogliamo noi

Sarno, la frana e i morti di un maggio di venti anni fa. Allora fu  detto e verificato che la frana era venuta giù dalla montagna anche perché sulla montagna erano state aperte strade sterrate che tagliavano il bosco, strade aperte senza in nulla tener conto di quanto si indeboliva la resistenza del terreno all’acqua e di quanto si favoriva lo scivolamento del fango. Tutti d’accordo venti anni fa: quelle strade sulla montagna avevano favorito frana e morti. Venti anni dopo quelle strade sono ancora là, più larghe e numerose di prima.



Le strade sulla montagna a segnare che nulla è cambiato nella testa degli uomini. Succede a Sarno ma Sarno ha molti fratelli e sorelle in tutta Italia. Accade la tragedia, arriva la per nulla imprevedibile sciagura. Quindi si piange, ci si lamenta, si giura: mai più. E tutta la comunità si mobilita e raccoglie intorno alla richiesta di aiuto e assistenza. Aiuto e assistenza che si esigono finalmente da uno Stato centrale, da governi distratti e pigri. Stato e governi che regolarmente nella retorica localistica e giornalistica “hanno lasciato soli”.

Quindi lo Stato e i governi distratti e pigri aiutano e assistono. Tradotto: arrivano soldi. Soldi per opere di prevenzione e protezione. Magari con lentezza ma i soldi arrivano. Arrivano quasi sempre, questo la retorica localistica e giornalistica lo racconta meno. Arrivano i soldi, dovunque. E appena arrivano le comunità locali chiedono di…essere lasciati soli. Soli nell’autonomia di spesa e di scelta su cosa farne di quei soldi. Soldi che sono arrivati anche a Sarno, come in ogni altro luogo d’Italia colpito da calamità naturale.

Ma spesso i soldi pubblici stanziati per una calamità naturale non curano, non prevengono e talvolta perfino nutrono la calamità umana. A Sarno si sono contate  6386 domande di sanatoria per abusi edilizi su 31 mila abitanti.  E questo dopo, non prima della frana. Nei Comuni limitrofi una statistica da vertigine: il 10 per cento della popolazione è stato denunciato per abusi edilizi.

Il dieci per cento denunciato! Figurarsi a quanto si arriva con gli abusi non denunciati. Cifra dalla quale molti politici e amministratori locali nonché associazioni varie di cittadini deducono che essendo così praticato l’abuso edilizio vada depenalizzato, insomma abuso libero o altrimenti detto condono ricorrente perché…è povera gente che si fa la casa o la allarga un po’. Su questa linea i governanti e i governati locali da sempre, su questa linea i prossimi governanti nazionali.

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