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martedì 8 maggio 2018

Casamonica, Spada: tra violenza e mafia liquida

Non si deve commettere l’errore di ritenere un cognome sinonimo di malavita, un cognome è un cognome e non un delitto. Ma è innegabile che Casamonica, Spada, intesi come famiglia, come clan,  irrompano nella quotidianità con violenza sconcertante.


Perché i criminali (non tutti i membri della famiglia ovviamente ma solo i delinquenti) appartenenti aiclan dei Casamonica, Di Silvio e Spada continuano ad imperversare dall’Anagnina a Ostia? Perché ci sono solo film e serie tv ma nessuna sentenza sulla mafiosità del clan?


Che si tratti di funerali con carrozza, elicottero e petali di rosa lanciati su un corteo affranto che segue il feretro sulle note della colonna sonora de Il Padrino, in un’apoteosi di esibizionistica potenza.

O che si assista ad episodi di mera violenza,

Dall’aggressione al giornalista alle botte al titolare e alla cliente di un esercizio pubblico, anche qui limpido esercizio di potere, aggravato dal metodo mafioso. Impudenza che porta a risultati imprevisti, sopruso cieco e rozzo che tende a farsi organizzato, quindi mafioso.

Spada e Casamonica sono sinonimo di mafia rozza, più eclatante, mediatica e certamente meno pericolosa della mafia liquida, quella dei boss in giacca e cravatta, che si insinua nel tessuto sociale, che tende a non mettersi in mostra.

La mafia della finanza, dell’impresa, degli appalti, che non abbisogna di pugni, mazze e lupare per dimostrare potenza e potere.

La mafia dei piccioli degli imperi economici, quella che non necessita di esibire la forza della paura, è sufficiente far leva sulla mentalità mafiosa di una classe dirigente corruttibile e collusa.

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