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sabato 21 aprile 2018

La trattativa stato mafia dunque c'è stata

Colpevoli.

Ed è una sentenza storica, per certi versi inaspettata, quantomeno in tale misura. Colpevoli di essere scesi a compromessi con coloro che stavano riducendo il Paese a mattatoio. Colpevoli di aver infangato le divise che indossavano, gli alamari che esibivano. Colpevoli di essersi ritenuti al di sopra dei loro doveri istituzionali e colpevoli di intelligenza con un nemico feroce e sanguinario.


Siamo di fronte ad un un evento enorme, che rompe il muro che da decenni copre le complicità politiche e istituzionali con la criminalità e l’eversione. Dalla strage di Portella della Ginestra il 1 maggio del 1947, la mafia ha sempre sparso sangue per condizionare la politica e lo stato. E all’interno della politica e dello stato la mafia ha trovato collusioni, connivenze e coperture.

Gli ufficiali dei carabinieri condannati per la trattativa degli anni 90 fanno pensare a tanti altri depistaggi, deviazioni, giochi sporchi precedenti. E la condanna al fedelissimo di Berlusconi, Dell’Utri, segue la lunga lista nera dei politici di governo che sono stati parte e referenti sia del mondo mafioso, sia di quello dello stato deviato.

Anche le stragi fasciste, da quella di Piazza Fontana a Milano nel 1969 a quella di Piazza Loggia a Brescia, a quella della stazione di Bologna, hanno visto coperture ed infami imbrogli da parte di militari, servizi segreti, faccendieri in combutta tra loro. Il deep state, lo stato profondo italiano ha da decenni le mani sporche di sangue.
La condanna esemplare di Palermo può quindi essere una occasione storica per la nostra democrazia: quella di fare pulizia in tutti gli anfratti del sistema di potere. Bisogna che Berlusconi venga cacciato dal sistema politico italiano.

Ma questa è una misura di igiene politica necessaria, ma non sufficiente. Occorre una operazione verità su tutta la storia della nostra Repubblica, perché un ufficiale dei carabinieri non tratta con la mafia se non ha un contesto e una continuità temporale che lo autorizzino. Non riduciamo questo evento al teatrino della politica di questi giorni. C’è ben altro da sapere, c’è ben altro da combattere e rovesciare.

Lo stato deviato, la mafia, il terrorismo stragista nascono assieme alla nostra Repubblica, con potenti coperture politiche nazionali ed internazionali, americane in primo luogo. È una lunga storia sporca, sporca come la trattativa con cui lo stato ha cercato di convincere la mafia a non mettere più bombe dopo l’uccisione di Falcone e Borsellino. Adesso basta, dobbiamo, vogliamo sapere tutto.

1 commenti:

  1. Considerare e/o dare ai Pubblici Ministeri la qualifica di "magistrato" è un errore "in termini"! E' soltanto l' avvocato della "pubblica accusa "!! Altrimenti, anche la parte civile dovrebbe essere o avere la qualifica di "magistrato".
    Il PM Di Matteo si dia 'na calmata ed eviti di continuare il processo "Stato-Mafia" per i "media"!

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