BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

mercoledì 25 aprile 2018

#25APRILE. #Resistenza., #Liberazione, La festa di tutti

Il 25 Aprile l’Italia festeggia la Liberazione.

La liberazione del Popolo italiano dal nazifascismo e dalla tirannia che per più di venti anni oppresse e distrusse l’Italia, soffocando nel sangue e nella negazione delle libertà ogni opposizione al regime imposto da Mussolini con un colpo di Stato.


Nel 1943, mentre i fascisti rimasero fedeli all’esercito nazista e a Hitler costituendo la Repubblica Sociale Italiana, lasciandosi dietro una scia di sangue con eccidi indiscriminati di uomini, donne e bambini, i Partigiani oppositori al regime organizzano la Resistenza.

Migliaia di uomini, donne, giovani, anziani, persone di diversi ceti sociali e appartenenze politiche uniti dalla volontà di lottare personalmente e contribuire, ognuno con i propri mezzi, alla cacciata delle truppe nazifasciste e alla fine del fascismo.

Grazie alla Resistenza, al valore e al sacrificio dei Partigiani, l’Italia è diventata la nostra Repubblica democratica. Questo è stato il 25 aprile 1945.

Oggi più che mai non dobbiamo dimenticare.

L’avvento della dittatura fascista, allora, fu favorito dalla crisi economico-sociale seguita al primo conflitto mondiale; dall’incapacità della classe politica liberale di dare risposte alle istanze dei ceti popolari; da un diffuso sentimento di tolleranza, tra le classi borghesi oltre che nelle istituzioni monarchiche, verso il partito fascista e l’uomo nuovo.
Gli stessi ingredienti drammaticamente presenti oggi nella società italiana ed europea in profonda crisi politica, economica e sociale. 
Il 25 aprile oggi è il momento per ricordare che la democrazia è una conquista che va costantemente alimentata e curata, innanzi tutto con l’osservanza della Costituzione e della legge, contro la deriva populista e neo-fascista in atto in italia e europa.

Il fascismo è storicamente la risposta sbagliata a situazioni di crisi economica e sociale. Se la risposta è sbagliata occorre però lavorare perché quelle condizioni cambino.

Allora diciamo che per noi essere antifascisti significa lottare per una diversa società libera dallo sfruttamento dei lavoratori indipendentemente dal colore della pelle, per una società in cui la povertà deve essere combattuta ogni giorno, per una società in cui non vi siano ricatti tra diritti al lavoro e a vivere e lavorare in un ambiente sano e sicuro. Per una società in cui i diritti civili sacrosanti vadano di pari passo con i diritti sociali che ogni giorno ci vengono sottratti.


Il 25 aprile per gli italiani deve essere come il 4 luglio per gli americani o il 14 luglio per i francesi.

Il 25 aprile è oggi l’occasione per ribadire a chiare lettere che non vi può più essere alcuna tolleranza verso chi sventola bandiere inneggianti al fascismo, verso chi predica il razzismo, la xenofobia, l'omofobia, l'anti-europeismo , la discriminazione per rispondere al malessere sociale diffuso.

Essere antifascisti significa quindi nel concreto chiudere le sedi fasciste come chiede la Costituzione e non equiparare il fascismo a altre ideologie. Significa lottare contro la devastazione del territorio a favore degli speculatori a differenza di chi è unito a favore di grandi opere che servono solo alla mafia. Significa lottare per il diritto alla casa per tutti difendendo anche chi occupa per un tetto quando ci sono decine di migliaia di case sfitte. Significa considerare le leggi sul lavoro e sulle pensioni imposte dal PD come attacchi durissimi a chi lavora. Significa essere contro le privatizzazioni di sanità, trasporti, acqua e beni essenziali. Significa lottare contro la svendita continua del nostro patrimonio industriale alle multinazionali che prendono i soldi e scappano. Significa non rassegnarsi a vedere la riduzione della democrazia a un teatrino in cui a decidere sono solo pochi e noti. Significa essere concretamente contro la guerra, contro la NATO, contro le basi militari, contro il business della vendita delle armi.


Alcuni la odiano ferocemente perché ogni anno scandisce la sconfitta del nazifascismo nel nostro paese. Altri la detestano perché li costringe ad un antifascismo costituzionale rituale che mal sopportano. Altri cercano continuamente di depotenziarla per ridurla a celebrazione asettica, liturgica, retorica ogni oltre ragionevolezza. Loro non sono degni di essere italiani.

Questo è il significato attuale del 25 Aprile.

1 commenti:

  1. Spero ce ne sia un'altra dopo questa...

    RispondiElimina