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lunedì 5 marzo 2018

IL TRIONFO DEI LIBERISTI E LE RESPONSABILITA' DELLA SINISTRA

Da trent'anni il gioco dei liberisti è sempre quello e il fatto che continuino a vincere dipende solo dalla mancanza di lucidità, capacità e coraggio di coloro che dovrebbero ribellarsi o almeno resistere ai peggiori soprusi.

Si sentono tante cose in giro sul panorama politico che si sta delineando. Sento dire "E' colpa dei fascisti!". Oppure "E' colpa del popolo bue!", Oppure "E' colpa dei populismi!".
Ebbene, NO, cara "sinistra".
Non si vota più il centro sinistra per un cambiamento politico che ha coinvolto questo schieramento a livello mondiale. Il problema è molto semplice, cara "sinistra", o per lo meno, tu che ti definisci tale. Tu, non rappresenti più le necessità della massa. Una volta la sinistra era dalla parte dell'operaio, del lavoratore, e si contrapponeva al padrone, (capitale). Ora la "sinistra" è capitalista, aziendalista e neoliberista quanto la destra. Solo che tutto ciò la destra lo sa fare meglio, è una questione storica, la destra è così da sempre. Insomma, alla fine, cara "sinistra", hai lasciato un buco proprio dove la maggioranza della popolazione aveva più bisogno, e il populismo, in questo buco, ci si è infilato.Le forze populiste sono impreparate, non hanno radici e forse faranno dei guai. Ma non è colpa loro, loro hanno cercato di rispondere a delle necessità, necessità chiamate a gran voce. La colpa è tua, cara sinistra. Quindi smettila di accusare l'ignoranza e il popolo bue. Sei tu che hai smesso di fare quello che stavi facendo, lasciando che altri prendessero il tuo posto, lasciando uno spazio vuoto. C'è un problema politico che è antico e che sta tornando alla ribalta. "Sinistra", assumiti le tue responsabilità, per tutto quello che sta succedendo. Fatti delle domande.
Perchè non ti votano è semplice: un partito, lo voti se rappresenta i tuoi interessi. Se non ti rappresenta cosa lo voti a fare? Interessi di pochi = pochi voti. E le minoranze, in democrazia, valgono zero.

La sinistra nel prossimo Parlamento rischia di essere quindi semi irrilevante, ma d’altro canto il responso delle urne non deve sorprendere. Dalle elezioni è uscito il ritratto fedele di un paese imbruttito e smarrito, quello che chiunque può vivere e vedere quotidianamente. Un popolo che si è sentito privato, proprio dalla sinistra, di opportunità e diritti e che oggi riversa la sua rabbia contro i nemici giurati degli ultimi anni: la classe politica dirigente, soprattutto quella che l’ha tradita, del centrosinistra. E i migranti, con i quali sempre più ci si è sentiti in competizione nella “lotta” per accaparrarsi l'ultimo osso gettato dai ricchi ai poveri.

Però le crisi sono sempre anche opportunità, se le si sa cogliere. Renzi ha rottamato se stesso;  LeU si è dimostrata quello che è , cioè un tinello “de sinistra” di frigidi professionisti della politica tutto sommato infastiditi dal “popolo”. Anche Potere al Popolo ha deluso le aspettative, parlando molto ai "suoi" e poco alle persone comuni. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Italia per la prima volta non potrà contare su una forza progressista incisiva in Parlamento, ma si sa che il nuovo non può nascere se il vecchio non muore: forse queste elezioni seppelliranno per sempre la sinistra spocchiosa, convinta di capire il mondo e di rappresentare i poveri senza sporcarsi le mani. E forse la sinistra del futuro – che dovrà ricostruire utopie e immaginari – rinascerà dai giovani che oggi trovano nel volontariato e nel mutualismo modi per essere utili, costruendo reti di solidarietà umanitaria ma anche politica. Occorreranno anni, ma forse non ci sono altre possibilità.

Così si impone e trionfa in Italia e nel mondo il nuovo fascismo della finanza e delle grandi corporation globaliste: usando efficacemente i media e il consumismo per convincere la gente che i maggiori pericoli siano i regimi del passato, benché da tempo sconfitti e senza potere, o quelli del futuro, benché mai messi alla prova e anch’essi senza potere, invece che il regime attuale, il più pervasivo della Storia e responsabile dell’oscena ineguaglianza economica e della sistematica distruzione dell’ambiente.


"Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa, 
tu devi realmente esistere, perché lui esista: 
chi era coperto di croste è coperto di piaghe, 
il bracciante diventa mendicante,  
il napoletano calabrese, il calabrese africano, 
l'analfabeta una bufala o un cane. 

Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, 
sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: 
tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, 
ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli". Pier Paolo Pasolini

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