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lunedì 19 marzo 2018

Esercito turco e milizie jihadiste entrano ad Afrin

Anche chi è scappato dalla città è a rischio. Fonti locali hanno riportato che un grosso convoglio di civili che stava tornando nella città di Jindiresse è stato colpito dalle bombe degli aerei turchi. Testimoni oculari parlano di 250 morti, ma è tutto molto difficile da verificare al momento.

I pochi contatti rimasti invitano a non dichiarare caduta la città. Combattenti YPG e YPJ sono ancora presenti e continuano a resistere all’invasione in molti quartieri, con attacchi e azioni di sabotaggio.

In un comunicato congiunto, i portavoce di YPG e YPJ e della Amministrazione civile di Afrin hanno dichiarato che sono stati messi in salvo gran parte dei civili ma la resistenza nella città continua.

I responsabili di questo massacro, di questa ingiustizia senza limiti hanno nomi precisi, si chiamano Unione Europea e Stati Uniti che non hanno mosso un dito, non hanno esercitato la minima pressione diplomatica perché il tiranno Erdoğan si fermasse.


Sono questi stessi responsabili di oggi, quelli che parleranno spudoratamente di difesa della democrazia, di lotta al terrorismo in occasione del prossimo attentato in Europa. Loro, oggi, hanno permesso che un esercito loro alleato, assieme a milizie jihadiste, distruggesse una città simbolo della più straordinaria esperienza di democrazia e convivenza plurietnica del Medioriente.

Sono proprio questi responsabili e le élìtes economiche che li sostengono che continueranno a fare affari con Erdoğan, continueranno a pagarlo perché impedisca ai migranti in fuga di raggiungere l’Europa, continueranno a pagare per avere accesso a risorse e per far crescere i propri mercati in Oriente.

Non dimentichiamolo mai.

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