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lunedì 12 febbraio 2018

M5s sempre più nella kasta e Giggino di maio come scajola

AHAHHAH!.. giggino come SCAIOLA....Lo saprà il di maio che non vive piu in un loft di Trastevere ma ora ha un attico davanti al Colosseo?... Ma la cosa PIù ANCORA interessante è che lo stesso nuovo indirizzo domiciliare al colosseo assieme al suo comitato elettorale (il suo inseparabile mentore Vincenzo Spadafora, il suo alter ego Dario de Falco e il fedelissimo dei Casaleggio Pietro Dettori) tesoriere del comitato, originario di Pomigliano d’Arco e fedelissimo di Di Maio, di giggi corrisponde anche formalmente all'indirizzo dove si inviano le offerte al M5S oltre i 5mila euro...Casa e bottega insomma...

Ecco la coerenza che  piace ai 5s, l'uomo che vuole combattere i privilegi della casta sembra muoversi nel solco di chi la Casta l'ha rappresentata in tutta la sua essenza, quel Claudio Scajola, ex ministro forzista dello Sviluppo economico e degli Interni a cui la prestigiosa location all'ombra del Colosseo veniva pagata da qualcun'altro "a sua insaputa".

Secondo quanto riporta il Messaggero, il candidatopremier del Movimento 5 Stelle ha preso casa con vista sul Colosseo e a due passi dai Fori Imperiali. Una location comoda per raggiungere a piedi "il lavoro", preferita alla precedente e pittoresca abitazione di Trastevere, zona scelta da neodeputato 5 anni fa.

Stando alla dichiarazione di trasparenza depositata dal M5S al ministero dell’Interno lo scorso 19 gennaio nella parte della dichiarazione in cui vengono descritte le funzioni del capo politico si legge che Di Maio "è domiciliato in Roma, in via del Colosseo". L’indirizzo è anche lo stesso del "legale rappresentante" del Comitato M5S per le elezioni politiche indicato nel modulo per le donazioni sopra i 5 mila euro presente sul Blog delle Stelle.


Un m5s sempre più nel barAtro ideologico Dalle polemiche sulla casa a 7,75 euro del candidato senatore Emanuele Dessì, sulle spese pazze (oltre 4 milioni di euro per sole tre voci, cancelleria, trasporti e pasti, in poco meno di un anno e mezzo, secondo le affermazioni del Giornale riprese dal sito amministrato da Marco Canestrari, ex collaboratore della Casaleggio e autore di Supernova assieme a Nicola Biondo), sui buchi nelle rendicontazioni dei “big” Andrea Cecconi e Carlo Martelli.

E ancora l’ammanco di 226mila euro che risulterebbe confrontando le dichiarazioni di versamento dei parlamentari pentastellati sul sito tirendiconto.it e i dati effettivi del Ministero dello Sviluppo Economico, gestore del fondo per il microcredito (uno dei cavalli di battaglia degli autoproclamati onesti).
A conti fatti, le dichiarazioni di deputati e senatori grillini ammontano – come segnalano la Repubblica e La Stampa – a 23.418.354 euro, a fronte dei 23.192.331 euro puntualizzati dal Ministero. Ovvero una differenza, per l’appunto di 226mila euro.

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