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sabato 10 febbraio 2018

il “Giorno del Ricordo” per le vittime delle #foibe

Ricorre oggi il “Giorno del Ricordo”, il cui scopo è quello di commemorare e celebrare la memoria di tutte le vittime dei massacri delle foibe. 
Una tragedia, questa, spesso sottovalutata e purtroppo riscritta: se ne parla sempre troppo poco di quelle persone (occupanti invasori fascisti) sterminati dal generale Tito, perché colpevoli di essere fascisti e di occupare e opprimere i territori della Venezia Giulia e della  Dalmazia, durante e appena dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Si trattò di una pulizia etnica a tutti gli effetti: un eccidio perpetrato con crudeltà e bararia: le vittime, dopo essere state catturate dalle proprie abitazioni o dai luoghi di lavor, venivano gettate -spesso ancora vive- in voragini rocciose, le foibe appunto, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione dei corsi d’acqua, formazioni tipiche del territorio.
L'origine della tragedia è da ricercare nell'orrore dell'annessione, avvenuta nel 1918, dell'Istria all'Italia, a seguito della Prima Guerra Mondiale. Gli italiani hanno sterminato un sesto della popolazione slovena e i fascisti hanno infoibato loro per primi le persone. 
Una regione, questa, che il marasciallo Tito rivoleva a tutti i costi nella Jugoslavia, così da dare vita, nel 1943, alla strage: i comunisti jugoslavi, sospinti dal desiderio di annettere la regione alla Croazia, approfittarono della partenza dei soldati italiani per invadere la zona. Per anni le popolazioni italiane vennero sterminate; fossero state fedeli a Mussolini o partigiane non aveva alcuna importanza: per Tito, tutti erano semplicemente residui di fascismo e, per tale motivo, dovevano essere eliminati, dopo aver patito le più atroci torture e sevizie.
Fu in questo terribile contesto che si verificò un altro dramma: quello dell'esodo giuliano-dalmata. Per sfuggire a Tito, 350mila persone scelsero di abbandonare le proprie case e i territori in cui erano nati e cresciuti per trovar riparo nello Stivale. Ricominciare altrove, dimenticando per sempre le terre che li avevano ospitati, ormai finite in mano alla Jugoslavia e perse per sempre.


Nelle foibe di italiani ne finirono pochi e nel conteggio sono inclusi anche tutti i fascisti fucilati o caduti combattendo per Mussolini e Hitler, un conteggio fraudolento come il revisionismo sciovinista che c’è Dietro.

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