BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

martedì 5 settembre 2017

Veneto, quanti voti vale morbillo o meningite di un bambino?

Rinviare all’anno scolastico 2.019/2.020 l’obbligo di vaccinare i bambini prima di mandarli all’asilo null’altro è se non un marameo all’obbligo stesso e alla legge nazionale.

Il decreto di attuazione emesso dal responsabile sanitario della Regione è una pernacchia alla legge votata dal Parlamento, un boicottaggio organizzato della legge stessa, una furbata che vuole mostrare astuzia istituzionale e invece rivela solo abilità in levantino “magheggio” e infine un chiarissimo messaggio ai no vax di tutta Italia cui si annuncia: non siete soli, siamo qui con voi.

Rinviare di due anni l’attuazione della legge, quindi l’obbligo di vaccinare i bambini da zero a sei anni motivando il rinvio con l’attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso anti legge vaccini mosso dalla stessa Regione Veneto è la forma, più o meno leguleia, di una sostanza tutta politica. Si comunica ai cittadini che l’obbligo vaccini in Veneto non vale, non c’è. Rinviare di due anni è rinviare all’anno del mai, il giorno del poi. Rinviare di due anni l’applicazione di una legge che si è voluta urgente per motivi di salute pubblica (riemergere di malattie a causa calo vaccinazioni) è negare l’urgenza e mettere la politica prima, molto prima della salute.

Quindi la scelta della Regione Veneto legittima una domanda alla Regione Veneto: quanti voti vale il morbillo e la meningite di un bambino? Non ci sono motivi medico-scientifici all’elusione-boicottaggio della legge confezionati da Regione Veneto. Che non si azzarda a dire che i vaccini sono inutili o pericolosi, se ne guarda bene. La vaccinazione obbligatoria viene boicottata in Veneto dalla stessa Regione per motivi di consenso. E allora dunque quanti voti vale il morbillo o la meningite di un bambino?

Non solo la Regione Veneto, in Piemonte M5S ha definito “violenza politica” il non ammettere bambini non vaccinati all’asilo e addirittura multare i genitori inadempienti (100 euro!). Deve essere una “violenza” contagiosa, Francia, Germania, Australia obbligano a vaccinare e hanno multe molto più pesanti per chi attenta alla salute pubblica.

Già, perché non vaccinare attenta alla salute collettiva oltre che a quella del piccolo che si è messo al mondo (che, sia detto per inciso, ha diritto alla salute di per sé e non sulla base delle scelte del genitore di cui non è proprietà alla stregua di animale domestico).

Ma al danno programmatico alla salute ammiccano quelli che governano Regione Veneto, M5S sparsi in tutta la penisola, una strizzatina d’occhio rivolge loro anche il governatore Pd della Puglia. Per non parlare di rapper, cantanti, cartomanti e clown e mental coach della comunicazione che vaccini e non vaccini per me pari sono e viva la par condicio, ognuno ha la sua “opinione”. E se uno ha l’opinione che la terra sia piatta e il sole portato in cielo dalla corsa di un carro e che la penicillina fa andare all’inferno chi la prende e che è meglio curarsi aspergendosi aloe sulla fronte? Che si fa, par condicio?

Il basso, pessimo livello di competenza e responsabilità dell’intero circuito della comunicazione è in fondo almeno corresponsabile del grande corto circuito. In una opinione pubblica ed elettorato non avvezzi all’informazione ignorante politici e governanti che boicottano ed eludono misure per la salute dei bambini alla prima che capita non prendono un voto.

1 commenti:

  1. Sono d'accordo su ogni singola parola stanno giocando vergognosamente con la salute e la Vita di tutti nel paradosso più totale!!!

    RispondiElimina