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giovedì 7 settembre 2017

STRANIERO A CHI

Per fortuna non siamo tutti uguali: siamo fisicamente diversi, proveniamo da culture diverse, pratichiamo religioni disuguali. Svariati sono i colori della pelle, i nostri caratteri, i tipi di alimentazione…
Ma in fondo molti aspetti ci accomunano: possiamo condividere sentimenti, valori, speranze, gioie e dispiaceri… tutte cose che non appaiono, ma sono nascoste nei nostri cuori

Immagino di trascorrere una giornata con un bambino rom.
Mi invita nella sua roulotte: è pulita e ordinata. La sua mamma mi accoglie, facendomi conoscere altri componenti della loro “famiglia” e mi offre un dolce caratteristico che non avevo mai assaggiato, che squisitezza! Poi incomincio un nuovo gioco con il mio amico; giocando apprendo parole nuove, mi diverto come un matto a ripeterle. La giornata trascorre in fretta, è stata piacevolissima. Torno nella mia casa di cemento.
Se io invece avessi avuto paura non avrei mai conosciuto una realtà diversa dalla mia.

Io sono aperto al mondo, perché ho voglia di conoscere, imparare, assaggiare, annusare, viaggiare, capire, confrontarmi, insomma in un’unica parola: ho voglia di arricchirmi, perché per me la diversità è ricchezza.
Ma, ora che ci penso, io e il mio amico rom non siamo poi tanto diversi. Viviamo sotto lo stesso cielo, perché il mondo non è dei neri, dei bianchi, dei rom, dei gialli, dei rossi o dei verdi: il mondo è di chi lo vive. Perché io ho un cuore che batte, un cinese anche; io ho una mamma che mi ama, un nero anche; io provo dei sentimenti, un bambino con la sindrome di down anche… per questo non bisogna aver paura di quello che non conosciamo, ma piuttosto farci un’idea di quello che abbiamo davanti.
Ah, dimenticavo! Io e il mio amico rom abbiamo lo stesso sogno: diventare il numero sette della Roma!

1 commenti:

  1. Che articoletto.Il finale poi è da fiaba.Ecco,dovremmo rendere coscienti i politici che i muri non servono!

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