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lunedì 25 settembre 2017

porsi delle domande sul perché, sul momento, sull'occasione, sui fatti......




Leggo e rileggo: commenti, pareri, giudizi…ma tutti sono impregnati di una sorta di violenza verbale, di imposizione delle proprie idee senza dare possibilità ad altri di non essere d’accordo, ma sopratutto sono uni direzionali. Siamo diventati un popolo di derelitti, affamati ed incapaci di fermarci qualche volta sui concetti, c’è un estremismo nei falliti, nei senza lavoro, perché non c’è o perché sono fannulloni e temo che i peggiori siano proprio questi che si scatena in una aggressività senza senso, una sorta di stupidità e di ignoranza che non ha più alcun giustificazione, sono i contestatori senza voglia di fare niente…tutti scalpellini e sulle pietre scolpiscono le loro sentenze….la loro rabbia con un furore cieco, insulti sovente ingiustificati, solo per partito preso, perché ci si sente autorizzati e così “perfetti” da poter decretare chi è buono e chi è cattivo…peccato che a seconda della vita, degli avvenimenti siamo tutti buoni,  ma possiamo anche diventar cattivi, dipende se dal male o dal bene che si riceve  e se ci colpisce direttamente, … peccato che si disprezzi  a prescindere, che non si abbia riconoscenza, in fondo tutti dobbiamo qualcosa a qualcuno e quel qualcuno magari deve a noi…Non si riflette sugli insulti, l’ arroganza verbale, le offese..fanno parte di questo mondo ormai in caduta libera, se uno sbaglia:  tutta la categoria è condannata. La libertà eccessiva senza la capacità di gestirla, siamo ancora molto indietro, anzi tornati troppo indietro, ma pretendiamo di essere all’avanguardia solo perché possiamo sputare sull’ educazione, la libertà di parola non significa disprezzare, insultare, tradire la fiducia, le promesse …Siamo talmente andati indietro che oramai tutto diventa motivo di critica o di grande plauso senza ragionare sul momento, sull’azione, sulle motivazioni, sul degrado,  ci crediamo paurosamente civili perché ? Perchè mettiamo in evidenza “le differenze”, che strano le differenze da ragazza non le ho mai notate e nemmeno ora le noterei se proprio gli imbecilli non le mettessero in evidenza con un impeto sciocco  che alla fine pesano come macigni,  sono dei microrganismi, che provocano in chi li ospita manifestazioni psicologiche più o meno pesanti, coinvolgendo tutti senza pensare. Il decadimento di una società lo si ha proprio nel momento in cui la capacità di giudizio, la capacità di separare gli avvenimenti, di vedere cosa e perché è successo quel fatto, colpe e responsabilità, ragioni e torti, pietà…dico sempre che sedersi un attimo e pensare con la propria testa, se ancora ne abbiamo e se i microrganismi  ce lo consentono…di poter mettere ogni cosa nel posto giusto, nella sua casella, permettendo anche agli altri di esprimere la propria idea, ma sopratutto saper discernere gli avvenimenti: cause/effetti ed ognuno di noi è responsabile. La responsabilità non la sentiamo più, solo il poter approfittare, pretendere, chiedere e morire nell’ ignoranza, nella non crescita….la politica si certo, i nostri politici hanno colpe gravissime sotto tutti i punti di vista…ma…ma noi ne abbiamo molte di più, quelle di approfittare della loro stupidità, furbizia per poter fare quello che più stupido rimane: insultarci fra noi, calpestarci e non nel nostro piccolo cercare di fare il nostro dovere da persone per bene, oneste,  invece tutti si lasciano andare  in questa marea fangosa e chi fa ancora il proprio dovere che strano non è amato ed è insultato..così fa armi e bagagli e cede il posto ai lavativi tanto bravi a chiedere senza dare…è l’era dei parassiti, dei disattenti, menefreghisti, bugiardi….la politica ne è pregna di questi soggetti..perché il resto del popolo non deve essere alla pari…già..perché?  I primi a non rispettare le Istituzioni sono proprio i politici….la conseguenza è ovvia, invece ahimè non dovrebbe proprio essere così, ma siamo troppo alle prese con l’insultarci a vicenda. Peccato quando vedi scappare chi potrebbe invece esprimere idee e dare un valido contributo anche se magari in pochi a capirlo.
Riccarda 

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