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giovedì 7 settembre 2017

La ladrata dei 28 giorni, i mesi e le bollette diventano 13. Il governo tace

Tredici mesi anziche dodici. E’ questa la soluzione (ladrata) ideata dalle compagnie di telefonia mobile e ora replicata anche da Sky per aumentare le tariffe senza, in apparenza, alzare i costi d’abbonamento per gli utenti. Una truffa, ingiustificata da ogni punto di vista, su cui ora l’Agcom dovrà pronunciarsi e contro cui le associazioni dei consumatori hanno già pronta una class action. Intanto però gli utenti pagano, per 13 mesi ogni anno e la politica se ne frega.


“Di 28 ce n’è uno”, recitava una vecchia filastrocca pensata per far imparare ai bimbiii i mesi solari. Ma se di 28 ce ne fossero dodici, avrà pensato chi si occupa di conti nelle aziende citate, potremmo emettere 13 bollette ogni annoù invece che 12. E ovviamente aumentare significativamente le entrate. Un aumento che si traduce in un più 8.6% pagato da chi usa il telefonino o guarda la tv satellitare. E aumento che, in più, le aziende in questione possono provare a nascondere sbandierando tariffe mensili immutate. Peccato però che abbiamo mutato il numero di mesi che compongono l’anno.

L’idea della tariffazione a 28 giorni è la ‘furbata’ su cui in molte aziende lavorano e puntano. I primi a muoversi in questa direzione sono stati gli operatori di telefonia mobile spingendo l’Agcom, già a marzo scorso, ad emanare una delibera in cui concedeva questa facoltà a quegli operatori, ma escludeva quelli di rete fissa, il cui modello di fatturazione sarebbe dovuto restare a cadenza mensile. Un limite che non è però piaciuto a questi che hanno presentato prontamente ricorso chiedendo di poter avere anche loro gli anni da 13 mesi. Aumentare i mesi per aumentare i prezzi deve però essere sembrata una mossa davvero intelligente, tanto da essere adottata da un colosso che con le telecomunicazioni ha a che fare ma che è, principalmente, una pay-tv.

Vale a dire Sky tv che da luglio ha adottato i mesi da 4 settimane e 28 giorni esatti. Una scelta, quella fatta dalla tv di Murdoch, che arriva mentre la televisione in questione sta lasciando Roma (dove tra l’altro ha anche messo in atto un piano di licenziamenti) per ridurre i suoi costi e trasferire tutto a Milano. Se questa però è la peculiarità di Sky tutti, dalla tv agli operatori di telefonia, applicano nei fatti un aumento privo di qualsivoglia giustificazione. Tredici mesi si traducono in un anno in aumenti dell’8.6% a fronte di un’inflazione intorno all’1.5%. Anche volendo ‘scontare’ il tasso d’inflazione nazionale rimane quindi almeno un 7% in più a carico dei consumatori che appare del tutto ingiustificato, anche perché applicato senza possibilità di scelta per gli utenti, senza servizi in più offerti e, cosa forse peggiore di tutti, attraverso quello che è di fatto un raggiro.

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