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sabato 2 settembre 2017

Impariamo l'economia con le domande

La disinformazione e la totale ignoranza sui temi economici e monetari è tale, da permettere a chiunque, anche senza alcuna conoscenza minima del meccanismo di funzionamento dell’economia, di formulare domande insidiose, alle quali è difficile dare una risposta e soprattutto una soluzione. Se chi risponde non ha una conoscenza perfetta del sistema monetario, rischia di infilarsi in un classico “cul de sac”, dove qualunque cosa dice farà comunque una brutta figura.

Abbiamo preparato risposte volutamente semplificate e provocatorie, per ognuna delle quali bisognerebbe scrivere un articolo intero, ma servono a mettere in crisi e a far riflettere chi fa la domanda e chi legge queste risposte …

Provate ad utilizzare questi argomenti la prossima volta che vi capita di discutere di economia, avrete delle sorprese !


"USCITA DALL'EURO"
Domanda n.1 - Sei a favore o contro l'uscita dall'euro ?

Lei sa da dove proviene il 99% di tutta la moneta che usiamo ? Dal sistema bancario privato, che crea moneta elettronica bancaria dal nulla attraverso i prestiti e ci chiede pure gli interessi. Le banche creano il denaro e per il 90% lo destinano a bolle immobiliari e speculazioni finanziarie, mentre all'economia reale finisce solo meno del 10%. La BCE crea in Europa meno del 3% di tutta la moneta che usiamo può essere l'euro il problema principale ?
L’euro non è la causa della crisi, ne è solo un fattore d’amplificazione, dovuto principalmente all'impossibilità di svalutare la moneta rispetto agli altri paesi europei. Ma la ragione principale della crisi sta nel fatto che tutta la moneta che usiamo è in prestito dalle banche private, per cui genera un debito globale ( pubblico e privato) che nel tempo ha raggiunto dimensioni insostenibili, erodendo la ricchezza dei cittadini. Il costo del debito pubblico e privato per l'Italia, in termini di interessi è oggi superiore al 10% del PIL; ecco spiegato il motivo della crisi e della mancata crescita economica. E’ necessario cambiare, riformare questo meccanismo d’indebitamento suicida che ha permesso al sistema bancario di decidere la quantità e la destinazione di tutta la moneta che oggi noi utilizziamo.
(P.S.: possibilità di raccontare la storiella dell'isola dei naufraghi).

"REDDITO DI CITTADINANZA"

Domanda n.2 - Dove pensi di trovare i soldi per il reddito di cittadinanza ?
Sapete quanto denaro è stato creato con il Quantitative Easing in questi ultimi anni? Circa 80 mld di euro al mese. Lei sa quanti appartamenti si costruiscono con 80 mld di euro al mese? Quindi non è certo un problema trovare circa 15 mld all'anno per il reddito di cittadinanza, è solo una scelta politica: invece di darli a banche e mercati finanziari, come fa la BCE con il QE, li diamo ai cittadini in difficoltà e quindi all'economia reale.
In realtà, anche senza considerare il QE della BCE, noi abbiamo scoperto che la sovranità monetaria è ancora dello Stato italiano, lo dice anche la Banca d'Italia, quando spiega che il signoraggio anche sulle banconote della BCE, viene ripartito tra le banche centrali nazionali e quindi alla fine girato allo Stato. Perchè la sovranità monetaria è il potere dello Stato di creare qualunque tipo di moneta e dà diritto a percepire il relativo signoraggio, cioè qualunque reddito derivante da questa attività di emissione. Lo Stato ha ceduto alla BCE solo l'esclusiva dell'emissione di banconote valide in tutta l'unione, ma ha ancora la sovranità fiscale e seguita a percepire il signoraggio. Quindi può sempre emettere strumenti monetari e fiscali alternativi, che abbiano validità solo sul proprio territorio e non siano banconote :
- monete metalliche a corso legale superiori a 2 euro, come ad esempio quelle che coniate da Finlandia,  Germania, Slovenia, Austria, Portogallo, ecc…;
- biglietti di stato a corso legale di qualunque importo;
- moneta elettronica, come fanno Germania e Francia con le loro banche pubbliche, o creata direttamente utilizzando l'art.114bis del Testo Unico Bancario;
- moneta fiscale con un nome diverso dall'euro, come il nostro "SIRE" che è uno strumento alternativo valido per il pagamento delle tasse, ma ad accettazione volontaria.
Nulla impedisce quindi di destinare una parte delle risorse così create, a finanziare un programma di sostegno del reddito, al fine di stimolare la domanda interna, ovviamente senza creazione di debito, senza emissione di BTP, senza pagamento d’interessi. Semplicemente utilizzando la sovranità monetaria dello Stato. (P.S.: possibilità di raccontare la storiella dell'isola greca).

"DEBITO PUBBLICO"
Domanda n.3 - Come pensi di risolvere il problema del debito pubblico ?
Sapete che la Banca d'Italia detiene circa 400 md di euro di Titoli di Stato italiani, acquistati non solo con il QE, ma anche nelle normali operazione d'investimento?  E che questi Titoli di Stato potrebbero essere consolidati e di fatto cancellati o non essere mai più restituiti ? Lo hanno già fatto gli inglesi, nel bilancio consolidato tra Stato e Banca Centrale. Perché la Banca d'Italia è una istituzione di diritto pubblico, la quale gira allo Stato i suoi utili. Anche se il Decreto Bankitalia del 2014 approvato dal PD, ha regalato una maggior distribuzione di utili ed un maggiore controllo ai privati, la Banca d'Italia resta comunque un Organismo appartenente alla struttura pubblica dello Stato. Quindi se la Banca d'Italia può acquistare e cancellare una parte del Debito Pubblico, qual è il problema ? Uno Stato non può mai fallire, soprattutto se è ricco di risorse come il nostro.
Addirittura nel documento n.169 dell’aprile 2016, dal titolo “Profit distribution and loss coverage rules for central banks“, nota n.7 a pagina 14, la BCE ha affermato che "le Banche Centrali sono protette contro l’insolvenza a causa della loro capacità di creare denaro e possono perciò operare con patrimonio netto negativo“. Per questo le nazioni più avanzate hanno il Debito Pubblico più grande, anche in rapporto al PIL, perché uno Stato che spende nell'economia reale più di quanto incassa con le tasse, crea ricchezza e sviluppo economico, quindi maggiori entrate fiscali negli anni successivi.
Quindi anche dando per scontato il funzionamento di questo sistema monetario, vediamo se realmente il debito pubblico di uno Stato rappresenta un problema. Nel 2016, in una conferenza stampa un giornalista svedese ha avuto il coraggio di chiedere a Mario Draghi : "Ma la BCE può mai finire i soldi ?". Mario Draghi, un po’ imbarazzato per la domanda probabilmente inaspettata, ha risposto che no, non possono finire, perchè abbiamo ampie risorse per far fronte a tutte le nostre emergenze. Ma come mai le "nostre" emergenze non sono mai terremoti, povertà, disoccupazione, crisi economica di famiglie e imprese ? Quindi le banche centrali non hanno problemi di denaro, perché possono creare quanto denaro vogliono, senza alcun problema, visto che ci sono gli Stati che le garantiscono. Potrebbero comprare, come già stanno facendo, una parte o tutto il debito e semplicemente cancellarlo.

"RIFORME STRUTTURALI"
Domanda n.4 - Quali riforme strutturali sono necessarie per uscire dalla crisi economica ?
Fare riforme strutturali tagliando la spesa pubblica come stiamo facendo da anni? Se seguitiamo a tagliare la spesa per le infrastrutture ormai obsolete ed inefficienti, a tagliare il personale nei servizi ai cittadini e alle aziende, a ridurre i costi di manutenzioni del territorio, di spesa in prevenzione per adeguamento sismico ed energetico degli edifici, è possibile uscire dalla crisi economica o finiremo per peggiorare sempre di più ?
L'unica e vera riforma strutturale che ci permetterebbe di uscire dalla crisi economica domani mattina, è una legge che regolamenti in modo definitivo la creazione del denaro. Deve essere creato un Organismo pubblico, democratico, trasparente, ma indipendente dai Governi e dalle banche, che crei il denaro per conto dello Stato, che lo immette nell'economia attraverso la spesa e gli investimenti pubblici per aumentare il benessere di tutti i cittadini e non solo di pochi privilegiati.
Poi serve una riforma del settore monetario e bancario, con cui lo Stato può emettere moneta a credito per raggiungere i propri scopi senza necessariamente doversi indebitare: deve riprendere il controllo della sua Banca d'Italia, per tutelare i risparmiatori, e possedere un sistema di banche pubbliche, come hanno la Germania e la Francia, che gli permetta di controllare l'esercizio del credito. Solo in questo modo lo Stato potrebbe rispettare l'art.47 della nostra Costituzione, per incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, oltre a disciplinare, coordinare e controllare l'esercizio del credito.

"PRODUTTIVITÀ DELLE IMPRESE"
Domanda n.5 - Come si migliora la produttività dell'Italia?
Siamo d'accordo sul fatto che se lo Stato aumenta le tasse e riduce la spesa per servizi ed investimenti, la produttività cala invece di salire? E che se si liberalizzano il mercato di lavoro, permettendo licenziamenti e riduzione progressiva degli stipendi dei lavoratori, si crea le condizione per una riduzione sostanziale della domanda interna che mette in crisi il settore produttivo? Le politiche di austerity degli ultimi anni hanno indebolito fortemente il nostro tessuto produttivo, che è diventato facile preda delle imprese straniere che sono venute in Italia a fare shopping delle migliori aziende, come la Ducati e la Lamborghini, trasferendo all'estero proprietà, know-how e utili.
Stiamo assistendo alla sistematica distruzione e svendita del nostro patrimonio industriale, non per mancanza di capacità o di risorse, ma per mancanza di soldi. Lo Stato invece di investire in questi campi e di difendere il nostro settore produttivo, lo svende al migliore offerente.

"QUANTITATIVE EASING"
Domanda n.6 - Sei d'accordo con il Quantitative Easing della BCE ?
Il Quantitative Easing, significa che la BCE ha autorizzato le singole banche centrali nazionali a creare denaro per acquistare titoli di stato sui mercati finanziari. Quindi è una manovra che fornisce liquidità ai mercati finanziari nella speranza che questi siano incentivati ad investire nell'economia reale. Ma non sono arrivati soldi all'economia reale, perché ormai i mercati finanziari sono autoreferenziali, cioè tendono a reinvestire in prodotti finanziari la liquidità che ricevono, perché non hanno alcun interesse ad investire in una economia reale in crisi, che fa pochi utili ed è più a rischio.


                                                              "SALVATAGGIO BANCHE"
Domanda n.7 - Come pensi di aiutare il sistema bancario che è in crisi ?
Sapete che i soldi che noi depositiamo in banca, diventano di proprietà della banca, ed in cambio ci forniscono una cifra elettronica sul nostro conto corrente che rappresenta il debito della banca nei nostri confronti ? Art.1834 del c.c., il deposito è una promessa di restituzione in contanti del denaro che noi abbiamo portato in banca. Praticamente una cambiale, che ovviamente la banca può non restituire se fallisce. Ma siccome seguitano a fare leggi che ci impediranno sempre di più di ritirare dalla banca i nostri soldi in contante, stiamo andando nella direzione di scambiarci tra noi solo cambiali. Ma se queste cambiali possono essere create dal nulla dalle banche senza quasi alcun limite, perché le banche sono sempre a rischio fallimento ? Perché è come se un'azienda emettesse 100 milioni di euro di cambiali avendo un patrimonio di 8 milioni. Se i soldi di queste cambiali vengono utilizzati oculatamente, potrei anche non aver problemi, ma se comincio a regalarli ad amici degli amici, o li investo in operazioni speculative rischiose, è molto probabile che possa fallire. 
Quello che sta accadendo, non è una peculiarità del sistema bancario italiano, le banche sono a rischio di fallimento in tutto il mondo. Ha cominciato la Lehman Brothers nel 2008, ma anche diverse banche nel Regno Unito sono state nazionalizzate per evitare il fallimento. La Germania negli ultimi hanno dovuto impiegare molte risorse pubbliche per evitare il fallimento del sistema bancario tedesco, e così pure quasi tutte le nazioni europee. L'Italia è oggi maggiormente a rischio perché negli anni scorsi lo Stato non è mai intervenuto, e quando ha scoperto il problema, le norme europee sono nel frattempo cambiate in modo da impedire allo Stato di intervenire, introducendo il famoso bail-in.  
Ma se tutte le banche del mondo sono in crisi e a rischio di fallimento, dovrebbe allora venirci il sospetto che ci sia qualcosa che non va nel loro meccanismo di funzionamento. Lei sa quant'è la riserva obbligatoria in contanti che le banche devono detenere presso la Banca d'Italia a fronte dei depositi che hanno creato ? (se risponde un valore superiore a 1% lo guardi esterrefatto, altrimenti con superiorità…) Glielo dico io, solo l'1% dei depositi con vincoli inferiori a 2 anni, mentre è addirittura 0% per quelli vincolati più di 2 anni. Pensi che fino al 1993, la riserva obbligatoria era superiore al 17,5%, che significava che la banca poteva creare solo fino a 6 volte il denaro che aveva realmente, mentre oggi può crearne fino a 100 volte. Può essere stabile un sitema del genere ?
I bilanci delle banche potrebbero essere ripuliti attraverso una operazione assimilabile in tutto e per tutto al QE, semplicemente mirato ad acquistare non più titoli di Stato, ma i crediti incagliati presso le banche commerciali, liberandole dal rischio d’insolvenza. Il tutto però controbilanciato da una sorta di nazionalizzazione del settore del credito, in cui ciascun attore sarebbe tenuto ad eseguire le direttive del Governo, pena l’esclusione dagli interventi di Stato.

"POLITICHE DI AUSTERITY"
Domanda n.8 - Sei d’accordo con le politiche di austerity richieste dalla BCE ?
Da quando è arrivato Monti nel 2011, i cosiddetti esperti economici o i vari ministri tecnici dell'economia, ci ripetono ogni anno che dobbiamo proseguire con le politiche di austerity, perché in questo modo l'anno prossimo avremo la tanto sospirata ripresa. Ma sono 10 anni che tutte le previsioni sono state smentite sistematicamente dai dati reali. Mi sembra di vedere una ripresa … per i fondelli ! 
Le politiche di austerity sono autodistruttive ed i penosi risultati sono sotto gli occhi di tutti; riducendo la quantità di moneta nell’economia reale, si è ridotta la domanda, si sono ridotti i redditi, i consumi ed è cresciuta la disoccupazione. Questo ha prodotto livelli di indebitamento insostenibili ed assolutamente fuori controllo. Inoltre una economia in recessione, determina per lo Stato sicuramente una riduzione delle entrate e quindi un peggioramento delle sue finanza pubbliche. Oggi il rapporto debito pubblico/ PIL è salito al 135%, mentre nel 2007, senza austerità era il 103%. Insomma, un fallimento totale. La soluzione che ci propinano continuamente è … intensificare le politiche di austerity ! Come se un medico, dopo aver prescritto ad un malato una cura, vedendo che peggiora invece di guarire, dicesse che bisogna intensificasse la cura piuttosto che cambiarla.

"VINCOLO 3% DEBITO/PIL"
Domanda n.9 - Cosa pensi di fare rispetto al vincolo del 3% nel rapporto Deficit/PIL ?
Sapete che i paesi che non rispettano questo rapporto, hanno avuto in questi anni un aumento del PIL ed una crescita economica superiore all'Italia ? Basterebbe limitarsi a guardare alla Spagna ed alla Francia, due nazioni che hanno una economia molto simile all'Italia. Il 3% di rapporto Deficit/PIL è un parametro inutile e senza senso. Conoscete la storia che portò alla nascita e fissazione del parametro? Negli anni 80, Guy Abeille, uno sconosciuto funzionario del governo di François Mitterand, elaborò questo parametro, per sua stessa ammissione, senza alcuna base teorica e scientifica.
Roba da matti!! In Italia Monti, Letta, Renzi e Gentiloni difendono questa assurdità senza alcuna base scientifica per stessa ammissione di chi l’ha creata; hanno fatto e stanno facendo soffrire il popolo italiano sul NULLA, imponendo maggiori imposte, restrizioni e privatizzazioni senza alcun motivo reale!! L'unica conseguenza certa è che è impossibile uscire dalla crisi economica, in uno Stato che tassa più di quanto spende. Al netto degli interessi, lo Stato è in surplus di bilancio da 20 anni, ed ha destinato al pagamento degli interessi circa 800 mld di euro negli stessi 20 anni.

"PAREGGIO DI BILANCIO"
Domanda n.10 - Come pensi di rilanciare gli investimenti col vincolo del pareggio di bilancio ?
Sapete cosa significa pareggio di bilancio, con un debito pubblico come il nostro ? Significa pagare circa 70 mld di euro all'anno solo di interessi, per cui fare il pareggio di bilancio, significa sottrarre ogni anno dal sistema economico proprio quei 70 mld di euro all'anno, che finiscono in mano degli acquirenti dei titoli di stato, cioè in mano a banche e alla parte più ricca della popolazione. In questo modo aumentano le disuguaglianze e la popolazione si impoverisce sempre di più.

"INFLAZIONE"
Domanda n.11 - Cosa pensi di fare per l'inflazione generata da eventuali politiche espansive ?
Credete che l’inflazione sia una diretta conseguenza dell’aumento di moneta presente nel sistema economico? Negli ultimi anni US, Giappone e UK hanno creato enormi quantità di moneta (12.000 mld di dollari) ma non hanno incrementato la domanda interna al punto da superare la capacità produttiva delle imprese, con il risultato che non c’è stata nessuna inflazione! Semplice e chiaro. Perché raccontare bugie dicendo che creare moneta equivale a subire un’inflazione a due cifre, erosione di potere d’acquisto e conseguente caduta in miseria? Chi guadagna nell'attuale situazione?
Nel caso dell’Italia, una eventuale politica economica espansiva, farebbe finalmente raggiungere l’agognato traguardo di una inflazione al 2% fissato dai Trattati. La moneta creata ed immessa nel sistema come investimenti produttivi, genera un aumento della produzione di beni e servizi, che compensa buona parte dell'aumento di denaro, mantenendo i prezzi stabili. In Italia oggi siamo ben lontani dalla piena occupazione e la capacità produttiva degli impianti è molto bassa. In queste condizioni anche un aumento della domanda interna generata da una massiccia iniezione di moneta, troverebbe piena capacità d’assorbimento nel sistema economico. Altro che inflazione!!!
Inoltre, se lo Stato crea denaro per immetterlo nell'economia reale, non è detto che questo generi un aumento della moneta in circolazione e quindi dell'inflazione. Facciamo l'esempio delle imprese che hanno lavorato per lo Stato e che non dono state ancora pagate. Per seguitare la loro attività portano a scontare in banca, le fatture dei lavori che hanno effettuato per lo Stato e ricevono in cambio moneta elettronica bancaria in prestito. Altrimenti fallirebbero. Se lo Stato creasse denaro per pagare questi fornitori, le imprese potrebbero rientrare del debito che hanno acceso in banca, e quindi la quantità di moneta in circolazione rimarrebbe invariata, Perché aumenta la moneta creata dallo Stato a scapito di quella creata dal sistema bancario. Quindi non c'è alcun nesso diretto tra inflazione e politiche espansive fin quando il sistema economico è costretto a chiedere prestiti in banca per trovare liquidità.

"DISOCCUPAZIONE"
Domanda n.12 - Come pensi di risolvere il problema della disoccupazione ?
Come prima cosa è bene fissare un concetto: la disoccupazione è inversamente proporzionale alla quantità di credito bancario presente nel sistema economico. E sa chi decide la quantità di credito da destinare all’economia? La banche. Quindi la disoccupazione è in ultima analisi, diretta conseguenza del comportamento del sistema bancario. Se non si capisce questo, è inutile andare avanti.
Le sembra possibile che la crisi economica no sia dovuta a scarsità di risorse sia umane che naturali, ma alla mancanza dell'unica risorsa che possiamo creare dal nulla senza alcun limite ? La moneta è uno strumento importantissimo dell'economia, ma pochi si rendono conto che dal 1971, quando il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon ha interrotto la convertibilità in oro del dollaro, la moneta può essere creata senza problemi legati alla scarsità dell'oro. Ma la cosa peggiore, è che il,potere di creare il denaro, che è sempre stato di competenza esclusiva dello Stato, è passato nelle meni del sistema bancario privato, che lo utilizza per arricchire sempre di più una piccala parte della popolazione, che possiamo chiamare aristocrazia finanziaria, a scapito di tutti gli altri.  
Abbiamo verificato in questi dolorosissimi anni, come politiche di austerity abbiano generato la perdita di milioni di posti di lavoro. Esiste una correlazione pressochè totale tra la velocità di espansione del credito e l’occupazione; se il credito sale, l’occupazione cresce; se questo scende, la disoccupazione aumenta.

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