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venerdì 25 agosto 2017

#Roma, stato di polizia e la rivincita del nazifascismo

A Roma tornata la macelleria messicana. Contro rifugiati REGOLARI, che occupavano da anni uno stabile della grande proprietà immobiliare in attesa di una sistemazione che non c’è, prima lo sgombero, poi la violenza. 

Sgomberati gli sgomberati dal palazzo. L’ordine lugubre di una città incapace di accoglienza, di rispetto per il diritto internazionale, di solidarietà di massa tra gli sfruttati. La polizia ha mostrato il suo volto violento e brutale. Donne e bambini inginocchiati e con le braccia alzate contro cui robocop in assetto antisommossa hanno azionato gli idranti. E’ il film di Roma città chiusa e Raggi sindaca muta. E’ bene tenere a mente che si è trattato di una guerra contro migranti, rifugiati eritrei e etiopi, con regolare permesso di soggiorno, senza nessuna reale alternativa abitativa, accampati per giorni senza che Sindaca, né alcun assessore comunale si è fatto vedere.

Dopo essere stati cacciate dal piazzale in cui avevano dormito gli ultimi giorni, le persone sono rimaste per diverse ore sedute sotto il sole nelle vie adiacenti. Alla fine hanno deciso di dirigersi verso un giardinetto vicino alla stazione Termini. Ma le forze dell’ordine hanno nuovamente caricato i rifugiati che sono fuggiti in direzione della stazione inseguiti anche con le camionette. Durante l’inseguimento il funzionario che guidava la celere gridava: “Devono sparire, peggio per loro. Se qualcuno tira qualcosa spezzategli un braccio”.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto. Ecco, i getti degli idranti contro chi vuol solo far sapere che esiste e che non sa dove andare dopo lo sgombero, quei getti feroci vogliono cancellare, davvero far sparire delle persone. È una violenza di poveri contro altri poveri a tutto vantaggio dei potenti, è una violenza razzista contro migranti soprattutto africani, è una violenza di stato contro ogni forma di vero dissenso e protesta.

Il ministro Minniti ha dato piena rappresentanza istituzionale e migliore organizzazione a queste tre violenze e ora la sua polizia esegue. Con il conseguente fanatismo di quei funzionari che sanno, qualunque cosa dicano o facciano, di essere coperti.

Ora sentiremo le solite giustificazioni di regime, da parte di chi in Venezuela giustifica chi spara contro la polizia, ma qui considera violenza il solo protestare per avere una casa. D’altra parte uno stato che cancella i diritti del lavoro e non spende in diritti sociali deve investire sempre di più in repressione poliziesca. Se lo stato sociale viene cancellato al suo posto subentra lo stato di polizia. È ciò che abbiamo visto a Termini, ma nessuno pensi che colpiranno solo qualche povero rifugiato, come annuncia euforico il fascista Salvini.

No, noi non ci rassegniamo a far felici politici parassiti bramosi di potere usando violenza e razzismo, -tutti noi siamo sotto tiro. Per questo bisogna resistere e organizzarci sempre di più. E ora rompeteci le braccia a tutti.

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