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mercoledì 23 agosto 2017

Estorsione, è boom di denuncie

Boom di denunce per estorsione in Italia: negli ultimi 5 anni l'incremento è stato pari al 64,2%, passando così da 5992 a 9839 per quanto riguarda i valori assoluti. Gli incrementi percentuali più importanti hanno interessato in particolar modo le regioni del Nordest: nel Trentino Alto Adige del +188% (in valore assoluti +94), in Emilia Romagna del +172,8 % (+ 501 in termini assoluti) e in Friuli Venezia Giulia del +125,4 % (+79 denunce). L’ultima regione del nord est, il Veneto, ha registrato un incremento percentuale del 79,5 %, pari ad un aumento in termini assoluti di 217 denunce. La regione con il più alto numero di denunce segnalate all’Autorità giudiziaria è la Lombardia che nel 2015 ne ha registrate 1.336. Al secondo posto troviamo la Campania con 1.277 e al terzo il Lazio con 916. A riportare questi dati è l’Ufficio studi della Cgia.

L'estorsione è un tipico reato praticato dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso ai danni degli imprenditori e cittadini. Oltre ad acquisire illecitamente del denaro con la violenza e le minacce, l’obbiettivo principale è quello di controllare il territorio. Il fatto che nelle regioni del Nord siano in forte aumento le denunce per estorsione, conferma ancora una volta che questi gruppi criminali organizzati si sono diffusi in modo capillare in tutto il Paese, specie nelle zone ricche.

La Cgia segnala ancora che secondo i dati di Transcrime, si stima che il fatturato complessivo dell’estorsione organizzata in Italia oscilli tra i 2,7 e i 7,7 miliardi di euro l’anno. Pur essendo molto contenute (nel 2015 le segnalazioni sono state solo 375), non va nemmeno sottovalutato il fenomeno dell’usura. Gli esperti avvertono che con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria, non è possibile dimensionare il fenomeno dell’usura. Le segnalazioni, purtroppo, sono molto esigue. Tuttavia, l’attenzione non va assolutamente abbassata, perché è molto difficile che le vittime trovino la forza per denunciare i propri strozzini. Oltre al perdurare della crisi e la conseguente stretta creditizia, sono soprattutto le scadenze fiscali o la necessità di fronteggiare piccoli imprevisti di spesa a spingere molte micro aziende nella morsa degli usurai, spesso per importi molto contenuti.

Una delle ragioni che probabilmente continua a spingere molti piccoli imprenditori tra le braccia degli usurai è il perdurare del credit crunch praticato dalle banche nei confronti delle imprese. Tra il giugno 2011 (punto più alto dell’erogazione del credito) e lo stesso mese di quest’anno, i prestiti bancari alle imprese (società non finanziarie e famiglie produttrici) sono diminuiti di 153,5 miliardi di euro (-15,3 per cento). Con una caduta verticale di questo genere, è molto probabile che alcune piccole imprese, sempre a corto di liquidità e tradizionalmente sotto-capitalizzate, pur di rimanere a galla siano ricorse a forme illegali di approvvigionamento del credito.

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