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mercoledì 30 agosto 2017

Ecco la (loro) ripresa... Artigiani e piccoli negozianti in ginocchio

A sbugiardare i maghi e propagandisti del governo (e media di regime) sulla ripresa, sono i dati allarmanti della CGIA, che mostrano come negli ultimi 8 anni si siano perse quasi 158mila imprese attive tra botteghe artigiane e piccoli negozi di vicinato. Di queste, oltre 145mila operavano nell’artigianato e poco più di 12mila nel piccolo commercio. Si stima che a seguito di queste chiusure abbiano perso il lavoro poco meno di 400mila addetti.


La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la burocrazia, la mancanza di credito e l’impennata del costo degli affitti, sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli imprenditori ad abbandonare definitivamente la propria bottega. Se, inoltre, teniamo conto che negli ultimi 15 anni le politiche spietate della grande distribuzione si sono fatte sempre più aggressive, per molti artigiani e piccoli negozianti non c’è stata via di scampo. L’unica soluzione è stata quella di gettare definitivamente la spugna.

Anche negli ultimi 12 mesi non c'è stata una frenata e la caduta è continuata inesorabile: tra il giugno di quest’anno e lo stesso mese del 2016 il numero delle imprese attive nell’artigianato e nel commercio al dettaglio è sceso del 1,2% che si traduce in numeri in almeno 25.604 unità., infatti solo negli ultimi 8 anni, lo stock complessivo delle imprese attive nel settore è costantemente sceso. Per rilanciare la crescita e conseguentemente anche l’occupazione, è necessario recuperare la svalutazione culturale che ha subito in questi ultimi decenni il lavoro artigiano. Attraverso le riforme della scuola avvenute in questi ultimi anni, il nuovo Testo unico sull’apprendistato del 2011 e le novità introdotte con il Jobs act, non è stata invertita la tendenza, Anzi....

Per rilanciare l'artigianato, vero e proprio fiore all'occhiello del Made in Italy, non basterà uscire dalla crisi, ma sarà necessario uno sforzo culturale che porti a una radicale riconsiderazione del valore sociale del lavoro artigianale che con l’avvento della rivoluzione digitale subirà dei cambiamenti epocali. Una prospettiva assolutamente da perseguire, perché potrebbe aprire tante nuove opportunità di lavoro a migliaia e migliaia di giovani.

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