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lunedì 3 luglio 2017

Com'è umano lei...




Sto piombando in un marasma agghiacciante“, “Abbia pietà“, “Com’è umano, lei!“.
« C’era uno che si chiamava Fracchia, Giandomenico Fracchia. Ed era un nevrotico, uno che di fronte ad una ragazza che gli piaceva non riusciva a spiccicar parola, e di fronte al capufficio si cagava addosso. Ed è una malattia molto comune, cioè un eccesso di paura, di timidezza. »
Così io ricordo Paolo Villaggio:  Fracchia sulla poltrona a sacco, disegnata da Piero Gatti…era il 1968, ero bambina e per continuare una frase da me scritta oggi e nata da una frase molto bella letta su fb (qualche volta capita) il destino giocando con il Lego aveva costruito una bambina con tutti i suoi mattoncini a posto, poi la vita, gli incontri, gli scontri, da sola o gli altri si fanno cedere  i mattoncini , cambiano posto, si perdono…ma torniamo a Fracchia e  la rappresentazione di una realtà, con l’esasperazione dell’ironia, le lacrime dal ridere e poi il pensarci bene: in fondo è così per la maggior parte di noi..le lacrime diventavano anche amare.
Ricordo anche che un paio di anni fa portai come esempio sul coraggio o l’alzata di capo imprevista in uno scritto mio il Rag. Fantozzi e la rappresentazione del coraggio vero, forse perchè proprio scaturiva da una figura che rappresentava il “sommesso”, la vittima del potere, l’uomo della strada, l’uomo che deve accettare che la bilancia  è taroccata   c’è chi pesa, vuoi per bravura, vuoi per furbizia, vuoi per giuste catene, per cattiveria e chi questi pesi se li deve portare sulle spalle. La “cagata pazzesca”…del film:  corazzata Kotiomkin ( in originale :Potemkin) , era la rivolta dell’uomo comune sottomesso..l’ ardire improvviso, inaspettato, il liberarsi dei timori, la supremazia del più forte abbattuta…Lo scritto mio venne molto criticato, sopratutto da un gruppo molto intellettuale e molto di sinistra, per intenderci quelli con i braccialetti in sagola rossa, accusandomi di inneggiare alla volgarità ed alla superficialità di filmetti ….
Altro ricordo che ho…”sempre superficiale e volgare”…è quello di Fantozzi e sua figlia…che alla recita dei figli dei dipendenti ….viene abbondantemente derisa….lui Fantozzi, mite, si adombra e reagisce : “la belva umana”, difende il suo cucciolo..Lo difende dalla cattiveria di un mondo che può sì sottomettere lui, ..ma non si deve permettere di offendere la bambina (che lui poi chiama “la babbuina”, ma c’è tanto amore in quel suo dire).
Paolo Villaggio ha semplicemente messo in luce una realtà che pesava a tutti e sopratutto all’ intellighenzia…Ci ha fatto ridere, ridere tanto e dato ai Fracchia, ai Fantozzi, che siamo tanti, tantissimi una posizione di rilievo, di giustizia,  di umanità…peccato solo che nella vita reale pochi riescono ad avere il coraggio di urlare“E’ una cagata pazzesca”...forse perchè non vogliono riconoscersi nel rag. della fabbrica di cioccolato, direttore Dott. Orimbelli…O il rag. Ugo invaghitosi della sig.na Silvana, non vogliono riconoscersi nella  sua grottesca attitudine all’ asservimento psicologico verso il potere,  esempio di uomo medio angariato dalla società ed alla continua ricerca di un riscatto, di una rivincita…ma essendo troppo abituato al sentirsi inferiore, qualunque forma di riscatto è di brevissima durata, qualunque atto di coraggio è limitato all’attimo…per poi ripiombare in una sorta di tormento psicologico, come se l’intelligenza in verità fosse solo un dono destinato a chi ha potere a chi è riuscito….stranamente e spesso non è così, la verità sta semplicemente nel  film a cui noi partecipiamo:  “è una cagata pazzesca per nostra scelta e volontà troppo spesso”. Così anche se possiamo ritagliare un nostro “spazio” per volare, preferiamo richiudere la gabbia…intanto i nostri mattoncini si staccano…e si” piomba in un marasma agghiacciante….con grande sollazzo dell’ipocrisia.
Riccarda 

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