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lunedì 5 giugno 2017

succede che "la dignità"...da punti di vista diversi...

Pluri assassino, feroce…deve comunque avere la dignità di morire a casa…si….il suddetto è Riina, Totò Riina , a casa? Dignità? E la possibilità di dare qualche ordine e mettere in chiaro per benino i fili della ragnatela degli intrighi mafiosi e non…che gli si conceda anche questa possibilità..si, certo! Ritorniamo un attimo indietro…Vi ricordate di Falcone e Borsellino? Pare proprio di no…o meglio ancora è la conferma di quanto davano fastidio, non solo alla mafia, che definisco il braccio armato di uno Stato corrotto..uno Stato che si è messo dentro la magistratura e la magistratura si è messa dentro lo Stato, insomma camminano dandosi la manina e dandosi di gomito…le leggi? le condanne? la giustizia? La Cassazione ritiene che il poverello sta così male che non è giusto, anima santa! Anche se un Tribunale magari dice che il soggetto continua ad essere considerato pericoloso, se sta male, anzi malissimo, per la Cassazione come può essere pericoloso un ometto “u curtu” perchè tappo o “la belva” perchè estremamente feroce. A parte Falcone e Borsellino..ripercorriamo alcuni frammenti della storia di suddetto galantuomo: tra un arresto e l’altro, una latitanza e l’altra: 1969 Riina fu tra gli esecutori della cosiddetta «strage di Viale Lazio», 1971 Riina fu esecutore dell’omicidio del procuratore Pietro Scaglione, nello stesso anno partecipò ai sequestri a scopo di estorsione a Palermo: furono rapiti Giovanni Porcorosso, figlio dell’industriale Giacomo, e anche il figlio del costruttore Francesco Vassallo mentre nel 1972 Riina stesso ordinò il sequestro del costruttore Luciano Cassina: l’obiettivo principale di Riina non era solo quello di incassare il denaro del riscatto ma quello di colpire Badalamenti e Bontate, che erano legati al padre dell’ostaggio, il conte Arturo Cassina il quale aveva il monopolio della manutenzione della rete stradale, dell’illuminazione pubblica e della rete fognaria a Palermo. 1974 Riina divenne il reggente della cosca di Corleone, nel 1975 fece sequestrare e uccidere Luigi Corleo, suocero di Nino Salvo…ma il galantuomo non si ferma la scia di assassini: Di Cristina, Salvatore Inzerillo ed altre personcine a modo come lui…era una guerra di mafia tra cosche e potere..il legame con Ciancimino sancisce il suo ingresso nell’altro potere: quello politico, molto interessante! così giusto per dare una mano nel 1979 fu ucciso Michele Reina segretario DC che osteggiava i costruttori legati a Ciancimino e nel 1980 Piersanti Mattarella, Presidente Regione Sicilia che aveva un rapporto molto turbolento con Ciancimino ed i suoi affari…Chi da fastidio a Ciancimino…Riina lo fa fuori., (ma non dobbiamo ridurre tutto a Ciancimino…c’era Andreotti ed una DC molto attiva!). A Palermo inizia anche un certo svolazzamento di corvi le lettere anonime contro Falcone ed il Pool antimafia. Poi il resto si dovrebbe conoscere meglio…Colonnello Mori, il papello che era una serie di suggerimenti per ammorbidire le sentenze, abolizione della legge sui pentiti e revisione del Maxi processo. Maxi processo, che finì più a burla che ad altro visto il numero esiguo dei condannati rispetto all’esercito di delinquenti mafiosi presenti..Il capitano Ultimo dei Ros nel 1993 lo arresta… Riina: omicidio del colonnello Russo, il Giudice Ciaccio Montalto, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Boris Giuliano…la lista è infinita come esecutore, come mandante lui “la belva” c’è..Ho volutamente tralasciato Falcone e Borsellino e gli uomini delle scorte..perchè è chiaro che la piramide degli omicidi di quest’uomo il cui culmine sono le stragi di Capaci e via D’Amelio è talmente dell’orrore che penso proprio che se si vuole offendere la dignità dei morti per mano sua e sputare sul lavoro onesto di uomini di Stato…beh..si mandatelo a casa a decidere le ultime cosette prima di finire all’inferno…sempre che il diavolo lo voglia accogliere tra le sue braccia. Quindi dire lo mandiamo a casa perchè è più morto che vivo..va beh..diciamo che mugugnando alquanto si potrebbe accettare con molta, molta fatica…ma parlare di dignità NO! Vediamo cosa succederà…


P.s.: 2012  i giudici scrivono che la trattativa tra Stato e Cosa nostra “ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des…L’iniziativa fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia”.
Riccarda Balla

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