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venerdì 16 giugno 2017

Noi siamo i veri bulli

Le battute verso quel nostro compagno di classe più grasso e goffo degli altri, verso quella nostra compagna bruttina, erano una forma di bullismo? Sì,lo erano, anche se non eravamo ancora abituati a usare questa parola. E tutti ne siamo stati responsabili, perché, anche se non abbiamo mai fatto quelle battute, abbiamo ridacchiato ascoltandole, abbiamo ammirato chi le faceva, perché non ci siamo resi conto che ferivano persone. D’altra parte si sà. da ragazzini si è genuinamente stupidi.


Certo allora non c’era la rete ad amplificare queste offese e la gran parte di esse son fortunatamente svanite nell’aria. Non ce ne ricordiamo più. Speriamo non le ricordino più neppure loro. E magari crescendo ci siamo innamorati di quella bambina bruttina, divenuta donna, e siamo diventati amici di quel bambino che, da grande, ci ha aiutato in un momento di difficoltà: per fortuna la vita è una cosa che ci fa crescere.

Il fatto che abbiamo cominciato a parlare di bullismo ci ha fatto diventare tutti più consapevoli o è il segno che quel fenomeno è diventato più grave? Sono vere entrambe le cose.

Come eravamo responsabili da bambini, anche se magari non eravamo noi i bulli, anche ora da adulti, siamo in qualche modo responsabili. Lo siamo, anche se non sorridiamo più per quelle battute perché noi abbiamo fatto così questa società. Perché questi bulli digitali sono figli nostri e abbiamo insegnato loro a non rispettare le altre persone, a ridere dei difetti degli altri, o peggio ad approfittarsi di quei difetti e annulllarli con arroganza.

Siamo responsabili perché non abbiamo loro spiegato che non esiste quell’unico tipo di bellezza che ci viene raccontato dalla pubblicità o solo quel modo di fare e di pensare. E non abbiamo loro insegnato che è una forma di violenza costringere le persone a essere per sempre giovani, per sempre magre, per sempre belle, e soprattutto che le persone non si giudicano per come ci appaiono, ma per quello che sono. Non basta provare a spiegare quanto possa far male essere vittima di queste offese né serve vietare loro di usare la rete. Serve qualcosa di più e di meglio; serve che anche noi cambiamo.

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