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lunedì 12 giugno 2017

ANNA FRANK

Il Diario di Anna Frank è il racconto della vita di una ragazza ebrea di Amsterdam, costretta nel 1942 ad entrare in clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti. Nel diario da lei tenuto, Anna racconta la vita e le vicende di tutti i giorni, scrivendo le proprie impressioni sulle persone che vivono con lei. 


Nell'agosto del 1944 i clandestini vennero scoperti e arrestati; furono condotti al campo di concentramento di Westerbork (lo stesso in cui era stata deportata Helga Deen, giovane studentessa autrice del diario Kamp Vught, poi uccisa nel 1943 assieme alla famiglia nel campo di sterminio di Sobibór); di qui le loro strade si divisero, ma ad eccezione del padre di Anna tutti quanti morirono all'interno dei campi di sterminio nazisti. Anna morirà di tifo a Bergen Belsen, campo di concentramento situato in Germania, nel marzo del 1945, insieme alla sorella Margot, dopo essere prima stata deportata nel settembre 1944 ad Auschwitz. 

Alcuni amici di famiglia che avevano aiutato i clandestini riuscirono a salvare gli appunti scritti da Anna all'interno dell'alloggio segreto, consegnandoli poi al padre, che ne curò la pubblicazione avvenuta nel 1947. Dopo una accoglienza iniziale fredda, mano a mano che il pubblico veniva a conoscenza dei fatti della Shoah, il libro ebbe svariate traduzioni e pubblicazioni (ad oggi è pubblicato in più di quaranta paesi) e rappresenta una importante testimonianza delle violenze subite dagli ebrei durante l'occupazione del nazismo. 
Anna è una ragazza ebrea che vive ad Amsterdam, dove la sua famiglia si è trasferita dalla Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Per il tredicesimo compleanno riceve in regalo un quaderno, che diventa il suo diario di adolescente, diretto a Kitty, una amica immaginaria cui confidare i suoi pensieri. 

Ben presto la vita di Anna subisce un mutamento radicale: l'occupazione tedesca dell'Olanda e le persecuzioni crescenti convincono la famiglia di Anna ad entrare in clandestinità, nascondendosi in un alloggio segreto posto al numero 263 di Prinsengracht, sopra la fabbrica di lavorazione della frutta di proprietà del padre di Anna, Otto Frank. A loro si uniscono la famiglia Van Daan e il dottor Dussel. 

Da questo momento il diario diventa il racconto della vita nell'alloggio segreto e delle sue difficoltà quotidiane: dai lavori comuni come pelare le patate, ai turni per il bagno, ai lunghi pomeriggi di studio, con tutte le tensioni che derivano dall'affollamento di molte persone in locali piccoli, e dalla tensione dovuta alla continua paura di essere scoperti o di venire traditi. 

Il diario diventa per Anna l'unica possibilità di esprimersi, di raccontare le proprie esperienze e i propri pensieri di adolescente che sta crescendo: i primi amori verso Peter, il figlio dei Van Daan che era rifugiato con lei, le incomprensioni con il padre e il distacco dalla madre, il rapporto altalenante con la sorella maggiore. 

Per Anna il diario è anche qualcosa di più: nella primavera del 1944, il ministro dell'educazione olandese in esilio afferma ad una radio clandestina l'intenzione di raccogliere e pubblicare le testimonianze delle sofferenze raccolte dal popolo olandese occupato dai nazisti. Anna, che sognava il mestiere di scrittrice, decide che a guerra terminata il suo diario diventerà un libro. 

Non potrà mai vedere il suo sogno realizzato: l'ultima pagina di diario è datata 1 agosto 1944. Tre giorni dopo quattro agenti della Grüne Polizei fanno irruzione nell'alloggio segreto. 

Anna Frank dopo l'arresto avvenuto il 4 agosto 1944 viene deportata nel campo di Bergen- Belsen. Non si sa con assoluta certezza quando sia morta Anna, ma attraverso varie testimonianze si suppone tra gli ultimi di febbraio e i primi di marzo del 1945. 

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