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sabato 6 maggio 2017

terremoto friuli 6 maggio


Il 6 maggio 1976 in Friuli la terra trema, spazzando via in pochi istanti paesi interi. Alle nove di sera un rumore cupo, sordo, irrompe nella quotidianità delle famiglie friulane, molte delle quali sedute a tavola, riunite per la cena.
Un terremoto di magnitudo 6,4 della scala Richter, e intensità pari al IX-X grado della scala Mercalli, colpisce un’area di 5.700 chilometri quadrati, per 59 interminabili secondi, questa la durata della scossa principale. Epicentro del sisma il monte San Simeone. La zona a nord di Udine è la più colpita: Majano, Buja, Gemona, Venzone, Osoppo, Magnano, Artegna, Colloredo, Tarcento, Forgaria e la fascia pedemontana, i comuni e le zone più colpite. I danni sono immensi, stimati per 4.500 miliardi di lire. Altissimo il tributo pagato dal Friuli, con 989 vittime, tra cui molti bambini, circa 3.000 feriti e quasi 200.000 persone senza casa.
Quella sera la terra tremò ancora e lo fece per molti mesi fino all’11 settembre dello stesso anno, quando si registrarono altre due scosse piuttosto intense, tra i 7,5 e gli 8 gradi della scala Mercalli, e che riaccesero la paura in un popolo già tanto provato.
Soltanto l'alba del 7 maggio '76 svelò al mondo e ai friulani la tragedia, i morti e le case squarciate. All'epoca non c'erano smartphone, Internet, Facebook o Twitter a gridare e raccontare al mondo in tempo reale quello che era accaduto. Il mattino seguente nei paesi colpiti si respira soltanto polvere e ovunque sono visibili i segni della distruzione. E’ così che le immagini del sisma fanno il giro del mondo, disvelando un territorio devastato, squarciato


  1. Altissimo il tributo pagato dal Friuli, con 989 vittime, tra cui molti bambini, circa 3.000 feriti e quasi 200.000 persone senza casa. ù
                                                       MAI DIMENTICARE


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