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lunedì 8 maggio 2017

La doppia faccia del M5S

Forse c’è un po’ di confusione in M5s, il movimento di proprietà di Beppe Grillo: da una parte l’uomo guida si dichiara contro le missioni di guerra e propose come Presidente della Repubblica Gino Strada storico fondatore di Emergency che si è sempre battuta e si batte per l’abolizione della guerra, dall’altra Alvise Maniero, sindaco di Mira (Venezia) dello stesso movimento  propone al consiglio comunale del 26 aprile u.s. di conferire la cittadinanza onoraria al reggimento lagunari “Serenissima”.
Il gruppo volontari della Riviera del Brenta di Emergency venuto a sapere casualmente della proposta, con il sostegno di quasi tutti i gruppi del Veneto, ha inviato una lettera al sindaco di Mira manifestando la loro perplessità sull’opportunità di tale conferimento, così come hanno fatto alcuni cittadini che lo hanno incontrato in occasione della commemorazione del 25 aprile.   Il sindaco,  intervenuto per illustrare le motivazioni che lo hanno indotto a proporre la candidatura dei lagunari, si “sperticava” per dimostrare che lui era per la pace e che stimava e ammirava il lavoro di Emergency, ma che anche lui agiva in ossequio al dettato costituzionale e per dimostrarlo citava l’articolo 52 della costituzione dando così prova della sua più totale misconoscenza della nostra Carta fondamentale in quanto l’articolo citato dal sindaco grillino così recita: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. ….” e quindi tratta dell’istituzione di un esercito di leva a cui tutti i cittadini erano tenuti a partecipare e nulla ha a che vedere con la pace nè tantomeno con il corpo dei lagunari della serenissima che sono un corpo di volontari iper specializzati ed addestrati a missioni di guerra basti pensare al loro motto: “Come lo scoglio infrango, come l’onda travolgo” o al loro addestramento: “…Sempre pronti, fisicamente preparati, ben addestrati, fortemente disciplinati, la truppa rappresenta il centro di gravità del reggimento Lagunari. Il volontario che aspira ad entrare a far parte della specialità viene sottoposto a rigorose prove selettive iniziali per accertare il possesso dei requisiti minimi fisici e caratteriali per poter svolgere le attività addestrative ed operative richieste al personale…”.
E’ evidente che stiamo parlando di un corpo speciale dell’esercito con il compito di portare a termine azioni di guerra anche molto pericolose e aggressive che quindi nulla ha a che vedere con l’articolo 11 della Costituzione nè tanto meno con la difesa popolare da eventuali aggressioni militari come invece era lo spirito dell’articolo 52 della Costituzione. Questo battaglione è stato impiegato nelle varie missioni di guerra a cui l’Italia ha partecipato negli ultimi anni ( 1999 Bosnia, 2001-2002-2003 Kosovo, 2004 Iraq, 2006 e 2008 Libano, 2010 Afghanistan, 2013 Libano)  portando con sè armamenti di alto livello militare altro che strumenti di pace.
Nonostante ciò il sindaco va avanti per la sua strada chiede al consiglio di approvare il conferimento della cittadinanza onoraria al battaglione dei lagunari. Prima del dibattito viene concesso ad una volontaria di Emergency di leggere il comunicato che avevano spedito al sindaco nel quale si fa notare che siamo in una fase in cui i venti di guerra soffiano forte e che quindi forse è più opportuno lanciare segnali a favore della pace e contro la guerra ricordando le tristi realtà di guerra in cui Emergency lavora e  il dettato dell’articolo 11 della costituzione in cui l’Italia “ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie istituzionali”. Subito dopo viene concessa la parola ad un lagunare in pensione il quale sciorina le qualità del battaglione e giura che anche lui è per la pace. Dopo questi interventi si è aperto il dibattito ed ha preso la parola prima un consigliere (ex colonnello dei lagunari) di una lista civica anche lui proferendo elogi a tutto spiano per i difensori della patria, mentre un consigliere grillino ha sostenuto che questa onoreficenza serviva a a farli sentire “a casa” e ben accolti. Successivamente interviene la consigliera Vilma Minotto del Pd che esprime la sua contrarietà e fa notare altre richieste di cittadinanza onoraria erano state depositate da più di un anno mentre quella dei lagunari era stata portata dal sindaco meno di dieci giorni prima e, da voci di corridoio, a Lui è stata chiesta direttamente dagli interessati mentre le altre erano di iniziativa dei cittadini miresi, ma quella dei lagunari è stata inserita subito in quella che quasi certamente è l’ultima seduta di questa consiliatura mentre le altre sono ferme nei cassetti e chissà se qualcuno le prenderà in considerazione.
Alla fine interviene Mattia Donatel, di una lista “Mira fuori del Comune” ed anche lui esprime il suo totale dissenso su questa proposta facendo notare, fra l’altro che è ridicolo continuare a chiamare missioni di pace quelle che sono azioni di guerra a tutti gli effetti e per questo propone che al nelle motivazioni vengano sotistituite le parole “missioni di pace” con le parole “missioni di guerra”. Alla fine delle dichiarazioni di voto viene chiesta un sospensione perchè  evidentemente il dibattito aveva creato qualche problema nella maggioranza grillina.
Rientrati in aula al voto, dei 20 consiglieri presenti, tre del Movimento Cinquestelle ed uno del Pd si sono astenuti, mentre Vilma Minotto del Pd e Mattia Donatel hanno votato contro e gli altri 14 consiglieri hanno votato a favore approvando così la concessione della Cittadinanza Onoraria ai lagunari, mentre è stata bocciata la dicitura “missioni di guerra”.
Prima di concludere ci sentiamo in dovere di citare un passo delle motivazioni allegate alla richiesta di cittadinanza onoraria: “… Curiosamente, questo accorpamento di tre caserme in una evidenzia un’ulteriore  significativa analogia con il Comune di Mira, nato nel 1867 proprio dalla fusione dei tre comuni di Mira, Oriago e Gambarare…” su questo ci asteniamo dal proferire parola e  lasciamo ai lettori l’ardua sentenza.
Pensiamo opportuno concludere chiedendo al Movimento 5 stelle ed ai suoi sostenitori se hanno chiara la differenza tra guerra e pace e tra lotta contro la guerra e per la pace e sostegno anche indiretto di operazioni guerrafondaie. Riteniamo che l’argomento guerra sia un argomento da trattare con serietà e non con superficialità, la guerra porta distruzione, dolore, rabbia e morte, non è una partita a carte.

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