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sabato 6 maggio 2017

CIAO BARIS YAZGI


Voleva raggiungere il Belgio per iscriversi a una scuola di musica e imparare a suonare alla perfezione il suo violino. Ma i sogni di Baris Yazgi, 22enne curdo anni originario di Siirt, città nell'omonima provincia turca, sono naufragati in fondo al mare Egeo. Il cadavere del giovane è stato trovato nelle acque che bagnano l'isola di Lesbo, abbracciato all'amato strumento, dopo che l'imbarcazione su cui viaggiava è affondata. La tragica storia del giovane musicista che è stata raccontata dai giornali turchi, è arrivata anche sui siti occidentali e ha commosso il web.

Il viaggio
In un tentativo disperato di raggiungere l'Europa, lo scorso 23 aprile Baris si era imbarcato insieme ad almeno 18 profughi. Solo due persone sono sopravvissute, una donna incinta della Repubblica Democratica del Congo e un'altra ragazza del Camerun. Solo nell'ultimo anno le vittime accertate nel Mar Mediterraneo hanno state più di 1100.  Il violinista è stato sepolto a Istanbul. Ora un gruppo di artisti intende organizzare un concerto in memoria di Baris nel quale saranno eseguite alcune delle sue musiche originali. 




La passione per la musica e il sogno europeo
Come racconta l'Independent di Londra, Baris era il più giovane di 9 fratelli e, dopo aver vissuto un'adolescenza travagliata, aveva scoperto la passione per il violino. Tutto merito di suo fratello Cengiz, anche lui musicista, che gli aveva fatto conoscere lo strumento e gli aveva impartito le prime lezioni. Baris aveva subito mostrato di avere talento, imparando velocemente a suonare il violino e da alcuni mesi aveva cominciato a sua volta a dare lezioni. Alcuni video in cui suona assieme a un gruppo di artisti sono presenti anche su YouTube: «Amava la musica, amava in particolare la musica classica occidentale - confessa al quotidiano britannico suo fratello Cengiz -. Suonava egregiamente e ormai aveva anche allievi». Negli ultimi tempi Baris aveva cominciato a seguire corsi d'inglese e sperava così di ottenere un visto per l'Europa. Non faceva altro che parlare di trasferirsi e ottenere un'educazione musicale più accademica. 
La disperazione
Alla fine Baris, che non aveva denaro, né assicurazione e né lavoro (requisiti necessari per ottenere un visto legale), ha deciso di imbarcarsi senza avvertire la famiglia ed è stata la guardia costiera turca a trovare il suo corpo. La famiglia di Baris è ancora sotto choc. Sia la madre sia la sorella stanno seguendo un trattamento psicologico: «Ci hanno fatto vedere delle foto e lo abbiamo riconosciuto - spiega il fratello -. Amava tanto il suo violino che non l'ha lasciato andare neppure quando è annegato. Non so perché sia finito su quella barca, credo che non avesse più speranze».

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