BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

mercoledì 26 aprile 2017

Una Guerra mondiale è la misera Cura per un'economia Fallita?

La marcia verso la guerra è assordante. Ma le ragioni della guerra vanno ben oltre il conflitto militare o gli intrighi della politica. Le vere ragioni , quelle scritte in rosso,  sono sempre economiche. 
Con una economia tanto inetta che da tanto tempo assilla l’anima degli americani, c’è una crescente tentazione di dare un bel colpo di spugna su tutto e fare una bella  guerra di ampio respiro – con il lungimirante obiettivo di mettere in moto un nuovo motore economico.


Teoricamente, per l’economia andrebbe bene ripartire anche con la stessa spinta che fece cominciare la seconda guerra mondiale – che non solo portò alla vittoria, ma che rese più solidifica l’America, come  prospera superpotenza – e che sconfisse  la Grande Depressione.

Il pensiero è piuttosto contorto ma,  forse, ogni giorno che passa si fa più verosimile. E’ un pensiero che rievoca qualcosa come  soldi che trasudano di sangue –  qualcosa che arriva dall’indotto dell’ industria militare.

Spero che loro sappiano quello che stanno facendo e che il resto del Paese possa mantenere una forte fibra morale, perché se questo scenario dovesse ricevere la luce verde, le cose potrebbero diventare abbastanza grigie e piuttosto velocemente.

Il fedele  Greg Hunter di USA Watchdog.com parla con l’economista Martin Armstrong,  che vede la guerra arrivare come prodotto di una economia malata:

L’ex hedge fund manager Martin Armstrong, un esperto dei corsi e ricorsi economici e politici, afferma: “Volete capire che cosa è che fa scoppiare la guerra?  La guerra non scoppia mai quando tutti sono grassi e felici. E’ una cosa molto semplice. Se l’economia non tira, allora arriva la guerra. Questo è il modo in cui funziona la politica.”

Martin Armstrong –  I Crolli  dell’Economia spingono il Mondo alla Guerra

Inaspettatamente nel 2008, subito dopo la crisi economica,  sulla stampa straniera si è potuto leggere  (anche se nessuno ha confermato questa notizia) che la RAND Corporation sosteneva che si sarebbe dovuta fare una nuova guerra mondiale per riuscire ad innescare e a rilanciare l’economia.

Avevano indicato come potenziali avversari la Russia, la Cina, l’Iran o qualche altro Paese del Medio Oriente e/o la Corea del Nord, anche se quest’ultimo paese era considerato troppo piccolo per poter dare una vera e propria spinta all’economia.

Nove anni dopo quella crisi, l’economia non si è ancora ripresa, è ancora depressa e sembra che l’opzione di cui si parlava ora stia navigando con il vento in poppa.

Come avevano scritto Paul Watson e  Yihan Dai  già nel 2008:

Secondo quello che scrivono le principali agenzie cinesi, la RAND Corporation ha recentemente presentato al Pentagono una proposta scioccante, in cui faceva un’azione di lobby  per cominciare una guerra contro una grande potenza straniera per stimolare l’economia americana e per prevenire la recessione.

La più grande agenzia di notizie cinese, la Sohu.com, ha ipotizzato che obiettivo della nuova guerra potrebbero essere la Cina o la Russia, ma che potrebbe anche essere l’Iran o un altro paese medio orientale. Altro paese menzionato come bersaglio era il Giappone, per il motivo che il Giappone deteneva la maggior parte del debito americano.

Anche la Corea del Nord è stata considerata un buon bersaglio, ma è stata esclusa perché la portata di una guerra contro la Corea del Nord  non sarebbe sufficiente per  rispondere ai requisiti stabiliti dalla RAND.

[…]
Ci si augura che ci sia qualche brava persona, o almeno qualche persona sana di mente che non voglia cominciare una guerra nucleare mondiale e che si opponga alla proposta della RAND, come fecero, ad esempio, i Capi dei generali dell’esercito USA, che minacciarono di dimettersi se Bush avesse ordinato un attacco all’Iran. L’ammiraglio William Fallon, Capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, si dimise a marzo dello scorso anno  per la sua ferma opposizione alla politica dell’amministrazione Bush sull’Iran.

Ora che stiamo vedendo che hanno messo sul tavolo un piano a lungo raggio, c’è una buona probabilità che il nostro tempo sia giunto.

Pensate  che a  Wall Street non abbiano già programmato la festa  per il giorno dopo?


Font:  http://www.shtfplan.com/

0 commenti:

Posta un commento