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lunedì 10 aprile 2017

STOP al femminicidio


Il termine femminicidio è uno di quei casi di omicidio doloso in cui una donna viene uccisa da un uomo. Nel femminicidio la  vittima è una donna e avviene all’interno di relazioni sentimentali più o meno stabili. Nel 1848 l’uccisione di una donna divenne reato giuridicamente perseguibile . La prima citazione del termine femminicidio veniva usato per l’uccisione di una donna da parte di un uomo per motivi di odio,disprezzo,piacere o senso di possesso delle donne.


Donne uccise, occhi chiusi per sempre spesso su un dettaglio dell’uomo un tempo tanto amato. Volti senza spessore che sorridono dalle fotografie sgranate di vecchi documenti, immagini sbiadite dal tempo o scattate pochi giorni prima di morire. Visi bellissimi, tristi, imbronciati, felici, pubblicati sulle pagine dei quotidiani locali, sui giornali online o su qualche social network. La maggior parte delle donne vengono uccise per mano di un marito geloso, un innamorato abbandonato, un corteggiatore respinto, un ex qualsiasi di tempi felici perduti. E poi ci sono le donne ammazzate da figli psicopatici ai quali magari avevano dedicato vita, amore, energie; dal vicino di casa impazzito; dal rapinatore, dallo spacciatore, dal mafioso o da mani ancora sconosciute. Ma non è tutto, mancano le donne scomparse nel nulla come Roberta Ragusa o i tentati omicidi, tanti, con l’epilogo deciso dal caso. L’anno scorso le donne uccise sono state 137, erano dieci di meno nel 2010.

Un flash mob contro la violenza sulle donne, in particolare per Roberta Ragusa ,donna scomparsa nel 2012 . Il marito Antonio Logli , unico indagato per omicidio volontario e distruzione di un cadavere , è stato prosciolto dal giudice . La procura ha annunciato che continuerà le indagini per arrivare alla verità . In tanti si chiedono che fine abbia fatto Roberta , nel giorno della festa della donna , durante una fiaccolata con candele e lumini . A Vecchiano il pensiero è andato inevitabilmente alla mamma di San Giuliano della quale si sono perse le tracce da quella fredda notte . Roberta Ragusa scrisse al marito Antonio Logli , prima di scomparire nel nulla , la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 .
“In questa lettera il marito viene accusato di essere distratto ed egoista. Scrive che voleva essere al centro delle sue attenzioni e che vorrebbe sentirsi dire che a lui dispiaceva vederla stanca . Scrive anche che lei si priva di se stessa e di tutto , invece lui viveva fuori dalla loro casa e fuori da lei . Dice anche che lui non si ricordava nulla e gli diede l‘ennesima delusione di non ricordarsi del loro anniversario .”

Di questa terribile vicenda pensiamo che non sia giusto nei confronti dei bambini perché hanno bisogno di crescere con la figura materna. E neanche le donne non devono essere maltrattate da uomini prepotenti e aggressivi.

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