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martedì 18 aprile 2017

hanno più un senso le ricorrenze?

Le date,  quelle date che "erano storia", identità...ormai hanno perso tutto il loro valore e molti credo che non sappiano nemmeno cosa significhino, altri sono disgustati, altri ancora beh..hanno le loro date significative.
 Queste date hanno i potenti mezzi a volte di capitare a rompere il ritmo della settimana, ovvero chi lavora (ormai in pochi fortunati), a seconda degli uffici pubblici che occupano si fanno i ponti "stralunghi" sono quei ponti che non crollano, o si mettono in malattia;  quei pochi che lavorano seriamente: O lavorano malgrado la data oppure  si ritrovano con il ritmo inutilmente sfalsato...Poi ci sono gli stranieri che festeggiano le loro e che prima o poi qualche politico astuto le inserirà nel nostro calendario.  A questo punto, poichè queste interruzioni infrasettimanali oltre ad essere un danno ad una produzione già azzerata di suo, anzi non di suo ma di vostro (per vostro intendo i politicanti), sono un danno all'economia che unito al danno causato sempre dall' arte del governo (e giù a ridere come matti),  non c'è proprio nulla da festeggiare...allora,  siccome il lunario c'è ed esiste e va sbarcato a questo punto non cambia  nulla se un giorno festivo lo portate al venerdì (25 Aprile, cade di martedì quest'anno, per esempio, ma traslocatelo al venerdì  mentre per fortuna 1 maggio e 2 giugno di lunedì e venerdì sempre nel 2017, per fare degli esempi), alla fine credo che almeno la festa acquisti un significato anche economico, tre giorni..dai forse si può fare un week-end lungo in qualche piccolo ed economico agriturismo, o approfittiamo per conoscere la città..(Attenti a Palermo i musei fanno festa nei festivi!!!!!).
25 Aprile, la Liberazione....ecco, prendiamo la palla al balzo (cinese?) e pensiamo seriamente come liberarci dal capestro che ci hanno imposti, dal collare a strangolo che ci rende mansueti in attesa di essere strozzati...Ora iniziamo con rispolverare Bella Ciao...o Partigiano, portami via...e qui i destrorsi saltano su come molle arrugginite!! I partigiani...peggio dei nazisti!!! heil!! Olio di ricino e cerini accesi nelle unghie! Heil! Un attimo: ricapitoliamo, senza levare i torti o dimenticare quelli dei partigiani, ma  retorica e bugie sono l'unica cosa che si sa fare:  le motivazioni beh...poca conoscenza storica, un modo per non assumere responsabilità proprie, un fermo quanto sciocco attaccamento a treni politici ormai su binario morto. La resistenza è stata una lotta armata nonchè una guerra civile, contro un nemico che era il nazifascismo che delle proprie violenze ne aveva fatto un simbolo da mostrare,  come per rafforzare il proprio potere e tenere nel terrore un popolo.  I partigiani, al contrario, che piaccia o meno, degli atti di violenza e di tortura (e nessuno nega che non ne abbiano fatti)  non ne facevano uno stendardo, era una guerra, in guerra si uccide o si muore e sei consapevole di entrambi, era una lotta contro un nemico per liberare un popolo, per liberare il proprio Stato, ridare un futuro ai figli...se mai avessero immaginato l'oggi..sarebbero andati a raccogliere pratoline nei campi, altro che farsi seppellire sotto un fiore.   Erano ragazzi e ragazze , donne e uomini che rischiavano, ovvio che in mezzo ci poteva essere quello più esaltato, quello più violento che magari nell'esaltazione tirava fuori tutta la sua la brutalità repressa, il folle o chi approfittava per giustizie sue personali...Ma consideriamo tutti gli altri, molti altri..la loro vita, il nascondersi, i tradimenti, le azioni di "guerra"... hanno rischiato per essere partecipi della liberazione del nostro Stato da stranieri e su questo a dire il vero penso che a stranieri sul nostro suolo siamo ben messi oggi, perchè mi sembra un'invasione anche se con caratteristiche diverse,  pensando all'italiano di oggi ed al suo massimo interesse: abbiamo le maggiori squadre di calcio che battono altre bandiere; tralasciando l'invasione via mare, perchè verrei tacciata di razzismo e non lo sono, ma la logica ed il vivere quotidiano mi fa pensare che forse veniamo presi per i fondelli ed il senso di appartenenza alla nostra terra.  Torniamo ai nostri partigiani : liberato un popolo per difendere la sua identità e storia che oggi ha dimenticato il giusto valore della Resistenza, confondendo il corretto buonismo con una totale deficienza. Poi ci saranno i soliti  biechi ignorantoni  che riusciranno a paragonarla al terrorismo, sinceramente mi vien da piangere a pensare a come siamo ridotti...
Resistenza e terrorismo...la prima aveva una sua etica..anche se uccidere non è etico ma gioco forza...era una guerra, fatta di violenza ed armi da ambe le parti, diciamo " alla pari"....
Il terrorismo no...il terrorismo è atto violento da una sola parte che colpisce non tanto il potere quanto gli inermi...con il risultato che il potere si rafforza nel male (e forse e ribadisco FORSE,  molto, ma molto raramente nel bene)..non è alla pari...ammazzi, usi la strategia del terrore ma in maniera iniqua, non riesco a trovarci nulla di etico nel terrorismo se non un atto di viltà.
Riccarda

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