BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

domenica 9 aprile 2017

Disabili e sessualità: Basta tabù

Il nostro vivere quotidiano porta a non affrontare certi argomenti il cui solo pensiero genera un automatico disagio, imprigionando dentro il silenzio di un tabù realtà escluse a priori dal dibattito e dal confronto sociale.
Oggi Italia-libera.net, gruppo FREE-ITALIA, per mano di Gerd Dani, esprime e riporta il bisogno sincero di spazio, causato da una mancanza di considerazione, che avvertono le persone disabili in merito alla sessualità, rapportata appunto, nelle sue varie e complesse forme, al mondo della disabilità. Problema sentito e comune purtroppo a molti.


La questione della sessualità dei disabili,  Gerd:
È un tema abbastanza delicato e difficile che chiama in causa altri aspetti. Il primo è il problema del disabile, che non è riconosciuto nella sua sessualità, cioè tutta la vita sessuata. La sessualità è un gesto, una carezza, un bacio…Tuttavia è ancora un tabù, anche tra i normodotati di questo argomento.
Vorrei far capire di che mondo si tratta, di come ci siano realtà complesse che nessuno racconta. Immaginate ancora un padre che accompagna il figlio disabile da una prostituta. (In alcuni paesi d’Europa, come la Danimarca, esiste la figura, riconosciuta, dell’assistente sessuale per la persona disabile).
il punto non è se io sia d’accordo o meno su questo: il punto è che di queste cose non se ne parla, e non è solo un problema di moralità. Ho scoperto un mondo di gente che vorrebbe parlare di questi argomenti, della sessualità che fa parte dell’essere umano e quindi anche delle loro vite. Il mio punto di vista è questo: la sessualità non è un tabù, lo hanno fatto diventare un tabù. Perché? Per la Chiesa, ad esempio, che negli anni passati ha sempre cercato, anche in questo modo, di imporre il suo potere sull’uomo.

La necessità di parlare del tema disabili e sesso:
ITALIA-LIBERA.NET sottolinea l'importanza di iniziare a diffondere, in modo più specifico, la conoscenza e l'informazione relative anche al tema della sessualità in rapporto ai disabili, poiché si tratta di una realtà molto vasta e complessa che ha diritto di parlare, se vuole. Proprio per questo, qualora dovessero giungere presso la redazione lettere o testimonianze che confermino l’interesse dell’opinione pubblica nell’affrontare il tema in questione, saremo disponibili a pubblicare.

Gerd:
 Prima di essere disabile io sono un uomo, una persona umana, e come tale ho diritto a vivere la mia sessualità in pieno. Volevo capire come la vivono gli altri. Molti non vivono proprio. perché non può? Perché no?
Manca la cultura non della disabilità, ma del corpo, attraverso cui tutti noi parliamo. Il corpo inteso ovviamente non come oggetto o come appare da certe immagini e stereotipi che passa la televisione, nemmeno inteso come 'peccato' come illustra spesso la Chiesa: ma del corpo amato, da accarezzare, da rispettare e da eccitare.  Oggi, XXI secolo, ancora non si parla, nemmeno si apre un dibattito: io DICO BASTA, PARLIAMONE.

0 commenti:

Posta un commento