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mercoledì 26 aprile 2017

Chernobyl. per non dimenticare

Chernobyl e PripyatNelle prime ore del mattino del 26 aprile 1986, la centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina (ai tempi ancora parte dell’Unione Sovietica) è esplosa, creando quello che è stato descritto come il peggior disastro nucleare che il mondo abbia mai visto.
L’esplosione ha rilasciato una ricaduta 400 volte più radioattiva della bomba di Hiroshima, contaminando più di 200.000 km quadrati d’Europa.

Circa 600.000 persone sono state esposte a dosi elevate di radiazioni, e più di 350.000 persone hanno dovuto essere evacuate dalle zone contaminate.
Anche dopo molti anni di ricerca scientifica e di indagine del governo, ci sono ancora molte domande senza risposta sull’incidente di Chernobyl: a distanza di 30 anni restano ancora alcuni misteri legati al peggior disastro nucleare della storia dell’umanità.

Dove si trova Chernobyl?

Situata a circa 130 km a nord della città di Kiev, in Ucraina, e circa 20 km a sud del confine con la Bielorussia, i quattro reattori della centrale nucleare di Chernobyl sono stati progettati e costruiti tra gli anni ’70 e ’80. Un serbatoio artificiale, di circa 22 kmq di dimensioni e alimentato dal fiume Pripyat, è stato creato per fornire acqua di raffreddamento al reattore.
La città più vicina alla centrale era Pripyat, che ospitava circa 50.000 persone nel 1986, secondo la World Nuclear Association.
La città più piccola, Chernobyl, era la patria di circa 12.000 residenti.
Il resto della regione era composto principalmente da fattorie e boschi.
Come funzionava la centrale?
Chernobyl e Pripyat reattore nucleare
La centrale di Chernobyl utilizzava quattro reattori nucleari RBMK-1000, un progetto che è ormai universalmente riconosciuto come intrinsecamente imperfetto.
I reattori RBMK usano combustibile a uranio arricchito U – 235 per riscaldare l’acqua, creando vapore che aziona le turbine dei reattori e genera energia elettrica.
Nella maggior parte dei reattori nucleari, dove l’acqua viene utilizzata come refrigerante e per regolare la reattività del nocciolo nucleare, quando questo si riscalda e produce più vapore, l’aumento di sacche di vapore acqueo o “vuoti” riduce la reattività nucleare nel nocciolo.
Questa è una caratteristica importante della sicurezza riscontrata nella maggior parte dei reattori costruiti nelle nazioni occidentali.
Ma non nei RBMK -1000, che usavano grafite per moderare la reattività del nocciolo e per mantenere una reazione nucleare continua in esso.
Quando si riscaldava e produceva più vuoti, il nocciolo divetava più reattivo, non meno, creando un circolo virtuoso che gli ingegneri chiamano “coefficiente positivo vuoto”.
Cosa accadde?
disastro chernobyl
Il giorno prima del disastro nucleare di Chernobyl, i gestori degli impianti si stavano preparando ad un arresto per eseguire la manutenzione ordinaria sul reattore numero 4.
Violando le norme di sicurezza, gli operatori disabilitarono le attrezzature degli impianti, compresi i meccanismi automatici di spegnimento, secondo il Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti delle Radiazioni Atomiche (UNSCEAR) .
Alle 01:23 del 26 aprile, quando le barre di combustibile nucleare estremamente calde sono state abbassate nell’acqua di raffreddamento, una quantità immensa di vapore è stato creato, che, a causa dei difetti di progettazione dei reattori RBMK, ha innescato più reattività nel cuore nucleare del reattore numero 4.
L’aumento di potenza risultante ha provocato un’immensa esplosione che ha staccato la piastra di 1.000 tonnellate che copriva il nocciolo del reattore, rilasciando radiazioni nell’atmosfera e interrompendo il flusso del liquido di raffreddamento nel reattore.
Dopo alcuni secondi, una seconda esplosione di una maggiore potenza rispetto alla prima distrusse lintero edificio del reattore, rilasciando un fiume di grafite bollente e altre parti del nocciolo intorno alla centrale, dando inizio ad una serie di intensi incendi intorno al reattore danneggiato e al reattore numero 3, che era ancora in funzione al momento delle esplosioni.

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