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giovedì 9 febbraio 2017

Protesta anti tornelli all'unibo: sbirri caricano dentro l’Ateneo

All’università di Bologna scoppiano le proteste degli studenti contro i tornelli installati nella biblioteca di Lettere. Al culmine delle proteste dei collettivi contro i tornelli installati alla biblioteca di Lettere, la polizia nel pomeriggio è entrata all’improvviso nell’edificio di via Zamboni 36 e ha caricato.



La biblioteca durante la mattinata era rimasta chiusa al pubblico con un cartello sulla porta che recitava: “Per seguire le lezioni e sostenere gli esami nei laboratori piccolo e grande si entra da via Zamboni 34”.

In un primo momento la polizia è entrata nel palazzo di Via Zamboni 36 e ha fatto uscire gli occupanti, i quali hanno opposto resistenza anche barricandosi con sedie, banchi e panche, anche questi tirati fuori dall’edificio e al momento appoggiati sotto il portico. I collettivi, a quel punto, si sono raggruppati lungo la strada, che è la via principale della zona universitaria. Lì ci sono state alcune cariche. Dal corteo sono stati lanciati sampietrini e altri oggetti contro le forze dell’ordine. Il gruppo, composto da un centinaio di studenti, è stato quindi fatto arretrare e si trova in presidio in via XX ottobre 1944, sul retro della facoltà di Economia fronteggiato da un cordone composto da una trentina di agenti.


Ma le proteste e gli scontri sono proseguite anche e soprattutto fuori dalle aule, lungo le vie del centro e infine in piazza Verdi, il cuore della zona universitaria. Lungo il corteo i manifestanti hanno lanciato più volte sanpietrini e altri oggetti contro la polizia, che ha risposto con le cariche, fino all'arrivo in piazza Verdi, quartier generale degli attivisti. Qui i manifestanti hanno rovesciato cassonetti, tavoli e sedie creando delle vere e proprie barricate, spazzate via dalle forze dell'ordine con violente cariche.
L’università oggi ha dimostrato cosa vuol dire interruzione di pubblico servizio, non si possono chiudere le porte di un luogo pubblico, non andremo via fino a quando l’Ateneo comunicherà qual è la propria intenzione sull’accesso alla biblioteca. 


Quello che è successo in via Zamboni all'Università di Bologna è di una gravità inaudita e non è affatto cosa di poco conto o casuale. Il messaggio violentissimo che si manda è: chi si azzarda ad alzare la testa viene punito con forza.

Gli universitari, e gli studenti in generale, nelle sedicenti democrazie occidentali rappresentano da sempre per definizione la capacità e la volontà di alzare la testa e da sempre sono stati più o meno tollerati.
Il fatto che ci sia una repressione tanto forte dovrebbe far riflettere seriamente.

Siamo tornati indietro di un secolo, ma in fondo che ci importa se è più di mezzo che ci trastulliamo coi Sanremo e le cretinate di turno, luoghi di propaganda sfacciata dove pare invitino fulgidi esempi di abnegazione al lavoro come il poraccio che non si è assentato neppure per
un giorno?

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