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giovedì 9 febbraio 2017

La Raggi incapace, perché Grillo arma “verità alternative”?

Raggi incapace, perché quello che dicono, pensano e sanno tutti, non si può dire? Perché a dire quel che tutti vedono lampante si viene accusati di ogni nefandezza e pessima intenzione? Perché ad ogni prova e riscontro materiale di quel che è si risponde con una “verità alternativa” (non l’ha inventata mica Trump, qui c’è una scuola)?


Che bisogno ha M5S, il suo vertice, Grillo, Di Maio, Casaleggio di bollare come anatema e bestemmia quel che tutti sanno e vedono, loro compresi? Non doveva essere M5S il luogo e il mezzo dove e grazia al quale almeno finivano le bugie ufficiali, le ipocrisie, l’insopportabile divario tra il linguaggio delle cose e quello dei politici?

Perché, perché devono nascondere quel che sanno? Che lo sappiano, di saperlo come stanno le cose finiscono per confessarlo loro stessi. Luigi Di Maio è fresco della impegnativa dichiarazione secondo la quale : “non ci deve e non ci dovrà più essere classe dirigente”. E’ una presa d’atto quella di Di Maio, non una promessa o una minaccia. Senza classe dirigente, senza competenze, professionalità, spessore umano e culturale non è possibile curare la cosa pubblica. Ma M5S la classe dirigente non ce l’ha e quindi Di Maio fa di necessità…vizio. E abolisce l’utilità della classe dirigente.

Non sa quel che dice? Lo sa, lo sa, lui sa e pensa a Virginia Raggi. Solo l’abolizione per decreto della classe dirigente renderebbe compatibile con il compito e la pubblica utilità l’essere la Raggi sindaca di Roma. Solo se il sindaco fosse uno/a estratto a sorte e incaricato di null’altro che far la guardia agli uffici.

Virginia Raggi è inadeguata ad un incarico pubblico complesso e quello di sindaco di Roma è incarico dalle mille complessità. Inadeguata, lo attesta oggi Paolo Berdini che era un suo assessore, niente meno che all’Urbanistica. Lo attesta parlando con un giornalista che poi chiamerà “mascalzone” perché ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era bisogno di Berdini.

Inadeguata, infatti da M5S Milano le avevano mandato Rainieri e altri. competenti e controllori. Raggi li ha fatti fuori. Inadeguata, lo disse Grillo: “Ha scelto di fidarsi dei peggiori”. Inadeguata, quando le mancavano assessori cercava consiglio negli studi legali della sua giovinezza, studi legali che a Roma sono stati e sono articolazioni di “quelli di prima ” al Campidoglio. Inadeguata, sa che la manager-assessore che si è scelta (?) per la questione rifiuti è sotto inchiesta giudiziaria e lo nasconde, per settimane finge di non saper nulla.

Inadeguata, triplica lo stipendio a un suo dipendente, Salvatore Romeo. Poi, scoperta, lo riduce di un terzo. Inadeguata, promuove nell’incarico e stipendio il fratello del capo del personale del suo Comune. Quando questi finisce in galera attesta di non conoscerlo o quasi, ma l’arrestato Marra era uno della chat “quattro amici al bar” e la Raggi era uno dei quattro.

Inadeguata, scopre a suo dire a sua insaputa di essere la beneficiaria di un investimento di Romeo. Bene, non sapeva nulla, ma perché non trova modo di domandargli perché mai? Inadeguata, fa la vittima come fosse cosa ovvia che un capo di gabinetto usa il nome del sindaco come beneficiario di investimenti-polizze.

Inadeguata nella mini storia personale dove nulla si trova a misura del governare una metropoli. Inadeguata nelle relazioni che sono, a dire di Berdini ma a consapevolezza da tutti acquisita, relazioni da clan. Inadeguata perfino nel tratto, scostante, presuntuosa, infastidita dagli uffici minimi dell’incarico. Il linguaggio del corpo parla della sua inadeguatezza: il palmo delle mani spesso rivolto a respingere e un sorriso che è sempre rivendicazione e sfida.

Inadeguata nella sua arroganza vittimistica: “Infornatevi, c’è il comunicato”. Così ai giornalisti per dire che aveva inventato la figura delle “dimissioni respinte con riserva”. E fino a che tratta come pezze da piedi i giornalisti che sbagliando le fanno corona, passi. Ma questo del vittimismo arrogante è il suo tratto e la sua cifra quando deve rispondere della cosa pubblica. Di cui non sa, che a fatica concepisce come tale, essendo la sua prima e unica competenza civile quella di essere…nessuno.

Inadeguata, circondata da un clan impermeabile anche a M5S, non, diciamo così, particolarmente empatica. Perché Grillo, Di Maio ed M5S vertice e militanti appassionati non ce la fanno a dire come stanno le cose? Certo, se la Raggi fa flop M5S paga dazio alle elezioni. Vero, ma questo è un ragionamento da Pd, da Forza Italia, da Lega Nord, da Alfano addirittura, un ragionamento come “quelli di prima”. Ragiona uguale a loro M5S, “er sinnaco nun se tocca” (blog Grillo) per ragion di partito?

Perché Grillo si sente in dovere e in missione speciale di dover predicare e armare addirittura la “verità alternativa” di una Raggi Giovanna d’Arco degli onesti messa al rogo dai cattivi mentre la sindaca di Roma è solo, come tutti vedono e dicono, una cittadina inadeguata all’incarico e incline ai clan? Forse la risposta profonda a questa domanda sta nella profezia-maledizione di Di Maio: “Sarà abolita la classe dirigente”.

In buona parte già fatto: se Grillo fosse classe dirigente…ma non lo è. La classe dirigente non c’è più. Non c’è nel Pd, basta guardarli e nominarli uno per uno. Classe dirigente Salvini? Neanche in una gag di Aldo, Giovanni e Giacomo. Classe dirigente Brunetta, Forza Italia, Ncd, i nipotini politici di Vendola? La classe dirigente in politica è evaporata da tempo, asciugata da una selezione alla rovescia che ha premiato i peggiori e i migliori mediocri.

Classe dirigente si fa fatica a trovarla nell’imprenditoria, nelle professioni. E nelle scuole e nei sindacati e perfino nelle parrocchie scarseggia. Ecco la classe dirigente non c’è, non ce l’ha neanche M5S. Perché M5S è in buona parte e in buona fede la cosiddetta società civile che, se la classe dirigente è morta, tanto bene in salute non sta. Raggi è stata pescata a sorte da M5S nella società civil-squagliata romana. Però, come usa dire a Roma, “gli ha detto male” con la Raggi, a Roma e anche a M5S.

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